Vivienne Westwood: l’anticonformista delle passerelle

17 gennaio 2023 - Emily Iachi Bretto

La grande stilista britannica Vivienne Westwood ci ha lasciato all’età di 81 anni il 29 Dicembre dello scorso anno, dopo una lunga battaglia con una malattia vissuta lontana dai riflettori. Madre del Punk, donna irriverente e provocatrice per natura lascia un grande vuoto nel mondo della moda e nel mondo dell’attivismo, sua principale occupazione dal 2016 quando aveva lasciato le redini stilistiche della sua casa di moda al compagno – ma sempre vegliando sulle creazioni e partecipando a ogni sfilata.

VIVIENNE WESTWOOD – L’INIZIO DEL SOGNO

In principio Vivienne non credeva proprio di riuscire a trasformare la sua passione per la moda in un lavoro, ma l’incontro con Malcolm Mclaren -futuro menager della band più irriverente del regno unito: Sex Pistols- nel 1965 la fa scommettere sulla moda. Insieme cominciano a vendere abiti vintage e dischi in uno stand a Portobello Road per poi decidere di osare e di iniziare a vendere abiti totalmente realizzati da Vivienne al 430 di King’s Road. La boutique apre nel 1971, cambia negli anni svariati nomi -Too Fast to Live, Too Young to Die, Sex, World’s End- ma questo non la rende meno nota alla gioventù inglese che si interessa sempre di più agli abiti firmati Westwood.

Vivienne gioca con le sue creazioni, non ha paura di osare utilizzando latex e tessuti in pelle. Crea Outfit dissacranti con skinny jeans, spille da balia, borchie, cinghie, maglioni oversize ricchi di buchi e distrugge T-shirt, le ricuce e le riempie di slogan politici. Questi abiti diventano la “divisa” del gruppo punk dei Sex Pistols, e da qui prenderanno definitivamente piede in tutta londra diventando un simbolo di un’epoca e di un modo di pensare,  attirando l’attenzione dei giovani che si scagliano contro le ipocrisie e i codici di comportamento della società “per bene” di Londra. E Vivienne non si accontenta, non si ferma qui.

La prima sfilata arriva nel 1981 con la collezione “Pirates”, Vivienne decide di osare sempre di più e decide di fare ciò che nessuno aveva fatto: unire stili e epoche differenti.

“un saccheggio di idee e stili da altre epoche e luoghi.”

Ispirandosi ai ritratti e alla moda del XVII e XVIII secolo, la stilista mischia i vari elementi caratterizzanti dell’epoca storica: il corsetto, il faux-cul, la crinolina e le scarpe con tacchi vertiginosi dando vita a un’estetica che sarà ribattezzata “new romantic”, un totale stravolgimento dell’iconografia tradizionalmente conservatrice.

E continua a rielaborare e a stravolgere i costumi e le tradizioni del passato rendendoli moderni e donandogli nuovi significati e valori. La crinolina degli abiti settecenteschi rinasce come minigonna vaporosa ribattezzata Minicrini, i corsetti dalla costruzione immacolata, le gonne lunghe che sul retro lasciano in bella mostra il sedere, sottovesti, borse a tracolla per neonati, felpe con cappuccio, tessuti stropicciati e tagliati in modo rude.

Negli anni 90 apre la sua linea di abiti maschili e nel “93/”94 mostra al mondo la collezione “Anglomania” che unisce lo

stile tradizionale inglese con l’uso di mini kilt, tartan scozzese, abiti e tweed. Anche la lingerie entra nelle sue collezioni come abbigliamento esterno, con i reggiseni portati sopra gli abiti. 

John Fairchild -editore e caporedattore di Women’s Wear Daily, famosa rivista di moda- la inserisce come unica donna tra i sei stilisti migliori al mondo nella pubblicazione Chic Savages del 1989. Nei due anni successivi Vivienne si aggiudica il premio Womenswear Designer of the Year del British Fashion Council.

Nel 1992 raggiunge un  livello di notorietà talmente alto che la Regina Elisabetta la insignisce dell’OBE, prestigioso titolo di Ufficiale dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico. E anche qui Vivienne mostra la sua irriverenza quando giunta a Buckingham Palace per ritirare l’onorificenza decide di fare una piroetta davanti ai fotografi svelando al mondo intero che non indossa biancheria intima.

Insomma, una tipa davvero tosta non trovate?

VIVIENNE WESTWOOD – L’ATTIVISMO

“La moda per me è anche un modo per esprimermi e portare avanti le mie cause”

La stilista ha da sempre usato le passerelle per esprimere il proprio pensiero,  specialmente dagli anni 2000 queste sono diventate una piattaforma politica per portare avanti battaglie sociali importanti che si concentravano soprattutto sul cambiamento climatico ma protestava contro la guerra, in difesa dei diritti umani e porta avanti il suo pensiero anti-capitalismo. Le pietre miliari della sua vita, oltre la moda. Tutto quello che crea non viene fatto a caso, porta dentro di se un messaggio sociale e politico, lo dimostrano gli abiti con gli slogan cuciti addosso. 

I suoi abiti sono fatti con cura e rispetto verso il verde, per portare degli esempi durante una delle sue collezioni presentata durante la London Fashion Week ispirata al dipinto “Daphnis and Chloe”, i tessuti erano stati realizzati in lana a stampa tartan, i capi in denim riciclato, i viscosa da fonti sostenibili, in sete organiche stampate con innovativi sistemi ecologici, con l’idea di creare abiti che durino nel tempo e da indossare in più stagioni. Oltre il 90% della collezione Autunno-Inverno 2021/22 è stata realizzata con materiali che hanno un ridotto impatto ambientale, sposando in pieno il concetto di moda sostenibile.

«I cambiamenti climatici, non la moda, sono la mia priorità in questo momento» ripete durante le interviste, scagliandosi contro il consumismo sfrenato. «Buy less, buy better, make it last» diventa il suo motto.

Vivienne è stata la madrina di Reprieve -organizzazione senza scopo di lucro formata da investigatori, avvocati e attivisti impegnati nella difesa dei diritti umani- e supporter di Amnesty International -Ong internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani-  e War Child – Ong che fornisce assistenza ai bambini nelle aree in conflitto- ambasciatrice di Green Peace per l’occasione nel 2013 ha ridisegnato il loro logo. Ha supportato attivamente Cool Earth, associazione no profit che lavora per salvare le foreste pluviali e fermare il cambiamento climatico.

Nel 2016 – durante la settimana della moda a Londra – Vivienne insieme ad altre quindici persone hanno manifestato contro il fracking con dei cartelli in mano che riportavano scritte come: “L’austerità è un crimine” o “il fracking  è un crimine”. Sempre in passerella Vivienne ha dato il suo supporto alla causa Save The Arctic per fermare le trivellazioni e la pesca industriale nell’Artico. Ha realizzato anche delle T-shirt con Marie Claire e People Tree  per raccogliere fondi da devolvere alle tribù indigene della foresta pluviale. Ricordiamo anche che alla cerimonia di chiusura delle paraolimpiadi di londra nel 2012, annunciò il suo progetto ambientalista srotolando uno striscione che recitava “Climate Revolution”.

Insieme al British Fashion Coucil -nel 2017– ha lanciato la campagna Fashion SWITCH to Green per incoraggiare l’industria della moda a trasferire tutti gli uffici e negozi del Regno Unito a un fornitore di energia verde, a cui ha aderito la maggior parte dei nomi della moda britannica. E non si fermano qui le sue azioni, tra le più recenti troviamo il videomessaggio “letter to the earth” e la pubblicità che ha fatto per l’organizzazione per la difesa dei diritti degli animali PETA.

Parlando del videomessaggio, è stato creato in occasione della Cop26 – la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 e contiene un appello – girato al Globe Theatre – per i governi di tutto il mondo, in cui chiede di coniugare economia, sostenibilità e rispetto per l’ambiente. 

«Non abbiamo un futuro. Abbiamo un sistema finanziario che si basa su una guerra perpetua, guerra commerciale e concorrenza. Ed è la causa del cambiamento climatico».

Lo spot interpretato per la PETA ha fatto discutere molto, nel video Vivienne parla agli spettatori mentre si sta facendo una lunga doccia. “Sono

una guerriera ecologica. Anche se mi piace stare a lungo sotto la doccia ho la coscienza pulita perché sono vegetariana”, dice la Westwood nello spot. Il video mira a richiamare l’attenzione sull’enorme quantitativo di acqua che viene usato quotidianamente dall’industria della carne. 

L’altra grande battaglia che ha combattuto fino all’ultimo è stata la difesa di Julian Assange – fondatore di WikiLeaks– arrestato nel 2019. Nello stesso anno in cui è stato arrestato Vivienne ha denunciato durante uno dei suoi cortei “la corruzione del governo e la morte della giustizia”. Un anno dopo, è apparsa in una gabbia gigante davanti a un tribunale di Londra come segno di protesta.

VIVIENNE WESTWOOD – L’EREDITÀ

C’è da dire che Vivienne Westwood è tornata sulla cresta dell’onda lo scorso anno, grazie a Tik Tok. Anche i più giovani, o semplicemente chi non si interessa di moda, l’ha sentita nominare almeno una volta da quando la sua collana di perle a tre fili – simile a un choker – è diventata virale su Tik Tok, andando sold-out in tutto il mondo.

“Ho provato continuamente a provocare le persone, spronandole a ragionare in modo nuovo, a pensare a loro stesse, a liberarsi dalle inibizioni e dai condizionamenti dell’establishment.”

Per concludere, possiamo parlare della sua fondazione prossima all’apertura. Con la morte della stilista, il marchio Westwood ha annunciato al mondo la nascita della Vivienne Foundation, una società senza scopo di lucro fondata da Vivienne stessa, dai suoi figli e la nipote alla fine del 2022, verrà lanciata ufficialmente a breve per onorare e seguire l’eredità dell’attivismo di Vivienne. L’obiettivo è proprio quello di continuare a sensibilizzare il prossimo e creare delle collaborazioni solide con le Ong. 

Salutiamo così Vivienne Westwood, ricordandola e portando avanti i suoi principi e le sue lotte. E se avete un dubbio su quale outfit scegliere per la serata, aggiungete sempre un paio di perle e ricordatevi le parole della stilista: “Quando sei nel dubbio, vestiti in modo ancora più formale.”

Sitografia:
https://www.vogue.it/moda/article/vivienne-westwood-collana-perle-tendenza-tiktok-social-30-anni
https://www.repubblica.it/moda-e-beauty/2022/12/29/news/vivienne_westwood_eta_carriera_storia-380259175/
Https://www.grazia.it/moda/tendenze-moda/vivienne-westwood-storia-carriera-leggenda-moda