Vanessa Bell: storia d’arte e di sorelle

19 aprile 2023 - Stefania Abegaille

Vanessa Bell, il cui nome da nubile è Stephen, ha una sorella ed è Virginia Woolf, la cui fama l’ha, di fatto, offuscata ed è la dimostrazione che la giusta istruzione ed il supporto familiare sono indispensabili per lo sviluppo delle capacità individuali.

Virginia Woolf e Vanessa Bell giocano a cricket a Talland House, 1894, Biblioteca dell’Università di Harvard

Per buona parte della nostra vista, ci viene detto che i rapporti familiari sono i più importanti e che quelle persone saranno le uniche a venire sempre in nostro soccorso e a supportarci. Al netto del fatto che non sempre è così e, in alcuni casi, è proprio questa fantomatica famiglia a mandarci in analisi (se non peggio), sono anche i rapporti in cui investiamo di più, consci del fatto che ci potrebbero dare tanto. 

Chi di noi non ha mai avuto una cognata antipatica che le ha rovinato il weekend, anche senza volerlo, e con la quale parla comunque? O una nonna o una prozia con la quale si è discusso, a cui si vuole bene nonostante tutto? Ecco famiglia è esattamente questo: dissapori e tolleranza in nome di un sorta di equilibrio superiore, costantemente precario, che si rompe di continuo, condizionando buona parte delle nostre vite. 

Vanessa Bell è, per prima cosa, la sorella di Virginia Woolf. Questa ripetizione, che può apparire ridondante ma che vi assicuro non è così, è uno dei punti da tenere in considerazione per lo studio di quest’artista, di cui si sa ancora poco.

Infatti poche persone la conoscono come pittrice e creatrice di oggetti artigianali di elevato valore perché, come detto, la fama della Woolf la offuscò, nonostante lei fosse la maggiore e avesse contribuito a creare il famoso Bloomsbury Group, oltre ad essere pioniera dello sviluppo di alcune avanguardie artistiche in Inghilterra.

Virginia Woolf e sua sorella Vanessa Bell

Ma andiamo con ordine. Vanessa nacque a Londra nel 1879 da sir Leslie Stephen e da Julia Jackson, entrambi vedovi con prole, quindi Vanesse si ritrova a vivere in quella che, oggi definiremmo, una famiglia allargata, che la abituò fin da piccola ad una mentalità aperta, tollerante e in alcuni casi anche anticonvenzionale. 

Vanessa Bell a Charleston

La famiglia Stephen viveva in quella che, sia Vanessa che Virginia, descrivono, con un certo biasimo, come una grande e buia casa. 

Il padre era uno scrittore molto esigente con i propri figli e la madre morì presto, così su Vanessa ricadde il peso della gestione familiare in quanto sorella maggiore. Nonostante ciò, fin da piccola, sognava di diventare una pittrice, al pari di Virginia che, invece, amava la scrittura ricordandomi molte Jo ed Amy March, i miei due personaggi preferiti di Piccole Donne di Louisa May Alcott. 

Il padre supportò il desiderio della figlia permettendo a Vanessa non solo di dipingere ma anche di prendere lezioni private di disegno, prima di frequentare la Royal Academy School, dove a 22 anni, iniziò a studiare pittura. 

Ma ben presto morì anche il padre e, a quel punto, la terribile casa familiare fu venduta e Vanessa si trasferì con la sorella e i fratelli nel quartiere poco alla moda di Bloomsbury. 

Le loro vite erano drasticamente cambiate, ma quello che contava era essere indipendenti, avere una stanza per ciascuno e spazi nella quale stare da soli, per lavorare o avere ospiti (è in questo contesto che Virginia elabora quella teoria magistralmente espressa in Una stanza tutta per sé). Per la prima volta nella vita Vanessa, era libera di dipingere quanto voleva nella sua stanza, senza preoccupazioni domestiche, mantenendosi grazie alle proprie rendite. Da questi incontri nasce il Bloomsbury Group, definito così da quel gruppo di intellettuali e di artisti che si riunivano nelle stanze di Vanessa e Virginia.

Vanessa Bell, The memoir club, 1943

Nel 1907, Vanessa sposò Clive Bell, futuro critico d’arte, accettando la proposta di matrimonio due giorni dopo la morte per tifo del fratello Toby. Fu un’unione serena e anticonvenzionale, non particolarmente duratura, ma che diede alla coppia due figli. 

È in questo contesto che Vanessa contribuì a fondare il Club del Venerdì, un’associazione pensata per le donne che amavano l’arte. Nel frattempo, aveva lasciato la Royal Academy School e, grazie all’amico Roger Fry, anche lui critico d’arte come il marito, conosce il post-impressionismo e un modo completamente nuovo di fare arte. La sua pittura, fino a questo momento convenzionale, si trasforma, permettendole di esprimere ciò che provava. Si sentì finalmente libera, dando vita alla fase più interessante della sua attività artistica e intrecciando, in seguito, una relazione con Roger Fry. Diede così vita alla serie dei ritratti senza volto, privi di dettagli e caratterizzati da colori tenui e giustapposti fra loro. 

Vanessa Bell, Frederick and Jessie Etchells, 1912

Nel 1913 Vanessa e Roger diedero vita agli Omega Workshops: laboratori artigianali che intendevano trasferire l’arte sull’arredamento e sull’oggettistica. Vanessa cominciò a dedicarsi con passione a quelle che all’epoca erano definite arti applicate e per il resto della sua vita professionale decorò mobili, ceramiche, disegnò stoffe e scenografie, realizzò costumi teatrali, dipinse murales, ideò abiti e ricami, prendendo ispirazione dal percorso artistico e commerciale del movimento Arts and Crafts nato mezzo secolo prima. 

Gli artisti collaboratori firmavano la loro opera con la lettera greca omega, lavoravano a tre ed erano pagati  30 scellini. Quando poi, nel 1917 la Woolf fonderà con il marito Leonard la Hogarth Press, sarà Vanessa ad illustrare testi e copertine prodotti dalla loro casa editrice. 

Nonostante l’interesse per le opere di Vanessa Bell e soprattutto per le produzioni della Omega Workshops, gli acquirenti furono sempre pochi, perché le opere erano realizzate con materiali pregiati e costosi e la guerra peggiorò ulteriormente le cose. 

Vanessa Bell, Interno con tavolo, 1921
Vanessa Bell, Ritratto Virginia Woolf, 1912

Vanessa e Roger si separarono e lei si trasferì nella casa di campagna del Sussex con il pittore Duncan Grant, con cui visse per il resto della sua vita lavorando e viaggiando.

Da questa relazione nacque anche una figlia, la futura scrittrice Angelica Garnett. In questa parte del sua vita, Vanessa lavora tantissimo alla sua arte finché, uno dei figli, non muore nella guerra in Spagna, lasciandole un dolore, dal quale non si riprenderà . Altro duro colpo sarà, in seguito, il suicidio della sorella, alla quale era legata in modo quasi viscerale. Sarà un periodo di profondo dolore, senza mai riuscire a comprendere a pieno i motivi che spinsero Woolf a interrompere la propria vita così tragicamente. Fino a quel momento, infatti, si erano aiutate e supportate a vicenda, erano confidenti, amiche e collaboravano anche lavorativamente, tanto che Woolf era spesso una modella per le opere di Bell, la quale le dedicò delle opere anche dopo la sua morte.

Nell’ultima fase della sua vita si dedicherà anche alla fotografia, sperimentando diverse tecniche fino al 1961 quando, all’età di 82 anni, muore.

Nonostante la vita non sempre facile e le lotte continue soprattutto per affermarsi e diventare una pittrice, oggi finalmente ha il giusto riconoscimento, venendo considerata come una delle artiste più influenti del suo secolo, grazie ad opere caratterizzate da un linguaggio visivo innovativo e all’avanguardia, che rompono con le nozioni classiche che le erano state impartite come artista e soprattutto come donna.

Vanessa Bell, Autoritratto

Questo articolo è dedicato a mia sorella che in realtà non lo è ma è come se lo fosse, perché non servono legami di sangue a definirci una famiglia.

P.S. Nella scoperta di questa artista, un ringraziamento speciale lo devo al testo Le donne nell’arte di Flavia Frigeri della linea Art Essentials di 24Ore Cultura, un piccolo manuale che raccoglie un numero impressionante di artiste restituendo in parte quel riconoscimento troppo spesso mancato.

Bibliografia e Sitografia:
Angelica Garnett, Ingannata con dolcezza. Un'infanzia a Bloomsbury, Milano, La Tartaruga, 1990
(a cura) Sybil Oldfield, Lettere in morte di Virginia Woolf, Milano, La Tartaruga, 2006
Vanessa Bell, la nostra Bloomsbury, io, mia sorella Virginia e gli altri, Roma, Donzelli Ed., 2017
Vanessa Bell, Sketches in Pen and Ink, Londra, Chatto & Windus 1997 (a cura di L. Giachero, con prefazione di A. Garnett)
https://youtu.be/LqiWvoWdGa0
https://www.charleston.org.uk/all-people
http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/vanessa-bell/