Toyen: tra erotismo, gotico e surrealismo

26 novembre 2021 - Sonia Chabbi

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Foto: Maria Cermínová, alias Toyen.

Una delle principali surrealiste ceche nella Praga dell’inizio del XX secolo, Maria Cermínová preferiva usare il nome non di genere di Toyen, che alcuni credono abbia adottato come derivazione della parola francese per cittadino, “citoyen“.

Indossando occasionalmente abiti maschili e spesso sfoggiando il suo interesse sessuale per le donne, Toyen ha rifiutato i ruoli di genere convenzionali e si è espressa liberamente – e forse anche i suoi desideri – nelle sue opere sensoriali.

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Toyen, L’usine, 1920, oil on canvas, 24.7 x 31.3 cm, private collection, © ADAGP, Paris.

Negli anni ’20, lei e il poeta ceco Jindrich Štyrsky, un caro amico e collaboratore, si recarono a Parigi con l’obiettivo di promuovere l’Artificialismo, un movimento che credevano offrisse un’alternativa sia all’astrazione che al Surrealismo.

Come artista, tuttavia, Toyen condivideva una serie di tendenze con i surrealisti di Parigi, dal suo fascino per la natura alla sua rappresentazione simbolica del desiderio erotico, e a metà degli anni ’30 Toyen e Štyrsky tornarono a Praga per co-fondare il Gruppo Surrealista Ceco.

La loro amicizia con Breton ed Éluard si consolidò quando gli artisti francesi visitarono Praga nel 1935, e sebbene Toyen e molti altri artisti furono costretti a lavorare nel sottosuolo durante l’occupazione nazista, si stabilirono a Parigi dopo la seconda guerra mondiale.

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Toyen: Three Dancers, 1925, oil on canvas, 77 × 69.5 cm, National Gallery Prague.

Dalle scene di orgia alle rappresentazioni di omoerotici, ermafroditi e genitali maschili e femminili, i disegni, i dipinti e le illustrazioni di libri di Toyen esplorano una serie di scenari e fantasie, ma spesso identificano il desiderio con il corpo femminile.

Negli anni Trenta Toyen realizza diversi disegni per la rivista Erotická revue, pubblicata da Štyrský tra l’ottobre 1930 e l’aprile 1933.

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Foto: Illustrazioni da Erotická revue, 1930 c.a.

Riguardo all’opera di Toyen, questa si affianca in parte a quella Štyrský. All’interno della produzione dell’artista è possibile riscontrare la sperimentazione delle forme artistiche più disparate. Tra queste, la produzione particolarmente feconda di illustrazioni.

A metà degli anni ’30, tuttavia, Toyen aveva adottato un sottile erotismo, preferendo rappresentazioni velate a immagini esplicite. In molti dei suoi disegni della fine degli anni ’30, una ragazza solitaria vaga attraverso un paesaggio immaginario desolato come un’Alice nel Paese delle Meraviglie in tempo di guerra.

Dopo la morte di Štyrsky, Toyen iniziò a collaborare strettamente con Jindrich Heisler, il cui testo accompagnò le sue prime riflessioni sull’occupazione nazista di Praga nei disegni fantastici che compongono i suoi “Spettri del deserto” (1936-1938). 

Diversi anni dopo, Toyen illustrò un libro di poesie di Heisler intitolato Tir/Strelnice [“The shooting gallery”] (1969), rivisitando il paesaggio frammentato e abbandonato visto nella serie precedente, ma presentando una terra senza figure piena di uova rotte e nidi e gabbie vuote; un’immagine mostra la testa del bambino che piange, vuota e fratturata.

Come una parabola di eventi allora attuali, i deserti psichici di Toyen rivelano l’Europa in tempo di guerra come una landa desolata da incubo. 

Con questa mente, la storica dell’arte Withney Chadwivk ha osservato che “ci sono pochi altri luoghi nell’arte surrealista in cui l’incontro tra il reale e l’irreale sfida così potentemente le nostre percezioni e la nostra comprensione.”

Foto: The Shooting gallery (1940-1946 c.a.)
Foto: The Shooting gallery (1940-1946 c.a.)