Titina De Filippo: la voce rivoluzionaria del teatro napoletano

15 febbraio 2021 - Morgan Yeji

Premetto che inizialmente non sapevo chi fosse Titina De Filippo, nonostante conoscessi, per fama, Eduardo. Credo che poche persone sappiano che tra i De Filippo ci fosse anche una donna attrice. Per curiosità, sono andato a scoprire la sua storia e a studiare ciò che ha fatto per il teatro: ho iniziato ad affezionarmi sempre di più a lei e ho deciso di parlarvene in questo articolo, perché credo sia importante ricordarla per la grande attrice che è stata. 

Annunziata De Filippo detta Titina, nasce nel quartiere di Chiaia a Napoli nel 1898, il 27 marzo per essere precisi. La sua, come sappiamo bene, è una famiglia d’arte: sorella maggiore di Eduardo e Peppino De Filippo, figlia di Luisa De Filippo, sarta teatrale, ed Eduardo Scarpetta, attore. Annunziata ha calcato il palcoscenico dalla nascita fino alla morte. Infatti, inizia a recitare da bambina, all’interno della compagnia del padre, interpretando spesso ruoli maschili. Il suo debutto avviene nel 1909, dove recita nel ruolo di scolara in Nu ministro ‘mieze’ e guaie (I guai di un ministro) di Vito di Napoli. 

Durante l’adolescenza Titina però non recitò. Questo perché era troppo giovane per interpretare una giovane donna ( scusate il gioco di parole) ed era troppo grande per recitare un/a bambino/a. Ma proprio perché era fuori dalle scene, ebbe l’opportunità di studiare le colleghe che recitavano. Ora, tutti noi sappiamo che la pratica è indispensabile per poter fare al meglio qualsiasi cosa, soprattutto in teatro. Eppure, credo che la possibilità di poter osservare e studiare i comportamenti dall’esterno di un determinato ambito, permetta all’osservatore di comprendere dinamiche che all’interno dell’attività sono molto difficili da notare e ancora di più da capire.

Titina De Filippo

Finalmente, nel 1912, la ragazza venne scritturata nella compagnia teatrale di Vittorio Scarpetta e successivamente nella compagnia di Francesco Corbinci. Entrambe le compagnie erano di stampo dialettale, ma nella seconda passò dalla Pochade (commedia nata a Parigi, tratta di vicende amorose, intrighi e colpi di scena con personaggi volgari e burleschi) alla Commedia Musicale. Sempre nella compagnia teatrale di Corbinci, conobbe Pietro Carloni, con il quale si sposò nel 1922 ed ebbe il suo unico figlio, Augusto, il quale nel 1984, pubblicò la sua biografia ufficiale. 

Titina passò molti anni al Teatro Nuovo di Napoli e successivamente al Teatro Umberto, ma scalò verso il basso, passando da attrice ad attrice giovane. Nel 1924 fece alcune interpretazioni di Michele Galdieri fino a quando, all’età di 31 anni, raggiunse il successo nella stagione 1929-1930 al Teatro Nuovo, nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari. L’anno successivo al suo successo, Titina fonda insieme ai due fratelli, il Teatro Umoristico I De Filippo debuttando il 25 dicembre con la commedia Natale in casa Cupiello. La De Filippo decretò i successi di Eduardo e Peppino e, all’interno della compagnia, veniva definita l‘ago della bilancia tra i due. Per questo credo non sia un caso che, dopo l’abbandono della compagnia da parte Titina, in poco tempo Peppino ed Eduardo si divisero a causa di vari contrasti.

Eduardo, Peppino e Titina.

Dopo la divisione dei fratelli, Annunziata si mise insieme ad Eduardo, che fondò a sua volta una compagnia teatrale. Titina mostrò anche in questo caso la sua grandezza come attrice. I suoi trionfi più importanti in questi anni furono: Napoli Milionaria (1945), Questi Fantasmi (1947) e Filumena Marturano (1946). Filumena fu scritta a causa e grazie a questa conversazione tra Eduardo e Titina: 

Titina: È bellissima (riferendosi al copione di Questi Fantasmi) si, ma io sono molto triste. 

Eduardo: Ma perché? 

Titina: Perché ho capito che a teatro, chi emerge è sempre l’uomo. Io sono in mezzo a voi sono come un cuscinetto, come un ammortizzatore. 

Eduardo: Ma non è vero tu sei una grande attrice. Lasciami pensare un poco su questo tuo malumore. 

Eduardo dopo ciò, scrisse Filumena Marturano in 12 giorni, per la sorella, dandole il ruolo principale, mettendo la donna al centro della storia. Quando ebbe finito di scrivere la commedia, riunì critici, amici e Titina che non sapeva nulla. Eduardo lesse tutto il copione e alla fine ci fu un silenzio profondo, non volava una mosca. Alzò gli occhi dallo scritto e tutti piangevano. Titina si alzò e baciò le mani del fratello. Questa piece teatrale ebbe un successo enorme.

Titina ed Eduardo in Filumena Marturano

Nel 1948 a Genova durante una replica di Filumena, Titina accusò un grave malessere che, dopo pochi anni, la portò a ritirarsi dalle scene. Ma questo non la fermò, si dedicò alla sceneggiatura, vincendo un Nastro d’argento per la migliore sceneggiatura tra il 1951 e il 1952. Si dedicò anche alla pittura. Nel 1959 recitò, per l’ultima volta, insieme ai due fratelli nel film Ferdinando 1° re di Napoli. Nel 1963, all’età di 65 anni, Titina ci lasciò, morendo per gravi problemi di salute. 

Annunziata De Filippo è considerata una delle migliori attrici di tutto il ‘900. Nonostante ciò, spesso non si è mai sentita come tale, perché come diceva lei “a teatro chi emerge, è sempre l’uomo“. Questo a causa del patriarcato che metteva e mette al centro a livello sociale, politico, economico, religioso e in questo caso artistico, solo e unicamente l’uomo tralasciando tutto il resto.

Ci sono due cose mi hanno colpito più di tutto. La prima è l’esperienza di Titina nel campo del teatro. Ha passato letteralmente la sua vita sul palco e credo sia uno dei motivi principali della sua bravura.  

La seconda, è che sono rimasto impressionato nel guardare alcune interviste fatte ad Eduardo, dopo la morte di Titina. In questo caso, si percepisce proprio come Titina avesse un impatto davvero gigantesco sulle decisioni prese all’interno della compagnia dei fratelli. Per esempio, quando Eduardo creava una nuova commedia, ne parlava subito a Titina ed era proprio lei che decretava se un’opera era buona o cattiva: un suo sorriso rappresentava la garanzia del suo successo. Inoltre, per Eduardo erano fondamentali i suoi consigli come per esempio sapere quando allungare o tagliare il testo, cambiare l’ambiente in cui far fare le azioni agli attori, ecc. Erano tutti suggerimenti sempre costruttivi,appropriati e coerenti con il soggetto. Questo fa capire il ruolo centrale che aveva Titina nell’attività teatrale e non marginale, come molte persone pensano.

Annunziata De Filippo è stata una figura centrale, fondamentale per la scena teatrale italiana, soprattutto per la costruzione dei personaggi femminili. I ruoli da lei interpretati, dalle mille sfaccettature, hanno travalicato i confini della napoletanità, diventando simboli universali della condizione femminile. La donna nel teatro ha avuto una vera e propria emancipazione soprattutto grazie a lei. 

É stata grande, innovatrice e rivoluzionaria a pari merito dei suoi due fratelli de Filippo.

Vi lascio tre link per approfondire la vostra curiosità nel caso Titina vi abbia colpito. 

1.https://youtu.be/W7eEs9PUT9o

2.https://youtu.be/v4OINuDUZ6E

3.https://youtu.be/XfcPDKdchi8