Rosaleen Norton: la strega di King Cross
14 maggio 2025 - Alice Pasotti
Un’artista dell’occulto.
Rosaleen Miriam ‘’Roie’’ Norton nasce in una notte di tempesta, alle 4.30 del mattino del 2 ottobre 1917, proprio come ci si aspetterebbe di leggere in un suggestivo racconto di streghe. In realtà viene al mondo in modo del tutto comune a Dunedin, in Nuova Zelanda, come terza figlia di una famiglia anglicana di classe media, trasferitasi lì dall’Inghilterra qualche anno prima.
Fu proprio Norton però, qualche anno più tardi, a definirsi nata strega e questo, a suo dire, sarebbe confermato dalle sue stranezze fisiche: le orecchie a punta, alcuni segni blu sul ginocchio sinistro e un filo di carne che le pendeva dal collo.

Un’infanzia come le altre
All’età di 8 anni si trasferisce con la famiglia a Sidney, in Australia. Qui, vive con il fratello Phyllis e la sorella Cecilia, più grandi di una decina d’anni, e la madre Beena, con la quale svilupperà molto presto un pessimo rapporto. Il padre invece è un marinaio, sempre lontano da casa.
Il suo rapporto teso con le convenzioni sociali e la conformità agli standard è evidente fin da piccolissima. Un esempio di ciò è la sua ferma decisione di dormire per ben tre anni fuori casa, in una tenda piantata nel giardino, sorvegliata all’ingresso da Horatius, il suo ragno da compagnia.
Un altro esempio lo troviamo nelle sue numerose difficoltà scolastiche. Tuttavia, riesce a trovare la sua strada all’ East Sydney Technical College, dove studia arte sotto la guida dello scultore Hoff Rayner, che la sostiene molto, riconoscendo il suo talento. In questo periodo, inizia a sviluppare un forte interesse per la demonologia, la Qabala e il panteismo, avvicinandosi alla cultura dell’occulto.

I primi anni di carriera
Siamo nel 1934: Rosaleen Norton ha 16 anni e inizia la sua carriera come scrittrice di racconti dell’orrore per il giornale Smith’s Weekly. Qui ha l’opportunità di lavorare prima come giornalista cadetta e successivamente come illustratrice. Tuttavia, le sue illustrazioni vengono giudicate troppo controverse e, poco dopo, perde il lavoro.
Nel 1940 si sposa, ma il marito, Cornoy, parte per la Seconda guerra mondiale subito dopo il viaggio di nozze, lasciandola in condizioni di miseria. Il matrimonio fallisce inevitabilmente, e lei decide di chiedere il divorzio, che le verrà concesso nel 1951.
Da quel momento inizia una nuova fase della sua vita: si trasferisce in una pensione chiamata Merangaroo, nella zona di Rocks, e cerca lavoro come illustratrice. Viene assunta dalla rivista di libero pensiero Pertinent, diretta dal poeta Leon Batt, da sempre affascinato e influenzato dai temi pagani.
L’incontro con Gavin Greenlees e la prima mostra
Per proseguire con questo articolo, ritengo sia necessaria una precisazione di carattere culturale e storico. Ci troviamo infatti in Australia, all’epoca un paese estremamente conformista, in cui la religione cristiana riveste un ruolo centrale nella definizione della morale pubblica. Basti pensare che la legge contro la stregoneria era ancora in vigore e lo resterà fino al 1971.
Norton sta lavorando per il Pertinent quando incontra Gavin Greenlees, un poeta di discreto successo, con il quale stringe un’amicizia profonda che si trasformerà presto nel grande amore della sua vita. Insieme, nel 1949, partono alla volta di Melbourne alla ricerca di un luogo disposto a ospitare una mostra d’arte dedicata alle sue opere.

Scelsero l‘University of Melbourne’s Rowden White Library, dove 46 dei suoi dipinti, tra cui Mondi senza tempo, Merlino, Lucifero e L’Iniziato furono esposti al pubblico.
Come vi anticipavo, i problemi però non tardano ad arrivare. Dopo solo due giorni dall’apertura della mostra, vengono sequestrati 4 dipinti ritenuti osceni: Witches’ Sabbath, Lucifero, Triumph e Individuation.
In quel frangente, Rosaleen viene incriminata sulla base di una legge risalente al 1928. Fortunatamente, riesce a vincere la causa e ottiene un risarcimento. Tuttavia, questo non segna la fine dei suoi problemi con la legge. Come in ogni epoca e luogo, anche nell’Australia conservatrice e cattolica degli anni ’50, la paura del diverso e l’ignoranza alimentano una vera e propria caccia alle streghe.
La società, spinta da pregiudizi e timori, è sempre pronta a trovare nuove accuse per colpire chi esce dagli schemi. Rosaleen Norton incarna pienamente queste paure: donna libera, bisessuale, artista, pagana e dichiaratamente strega.
La Strega di Kings Cross

Rosaleen e Greenless decidono quindi, dopo l’avventura legale di Melbourne, di trasferirsi al 179 di Brougham Street, zona conosciuta proprio come Kings Cross. Questo luogo era, al tempo, considerato un quartiere a luci rosse, frequentato ed abitato da personalità bohémien, artisti, scrittori e poeti.
La Norton diventa una figura di spicco all’interno di questa società di nicchia. Inizia a esporre le sue opere nei caffè della zona e a illustrare raccolte di poesie di diversi autori conosciuti proprio a Kings Cross. La sua casa, decorata con murales fantastici, diventa un’attrazione per i curiosi del quartiere. Sulla porta campeggia un cartello con la seguente scritta:
“Benvenuti nella casa dei folletti, fantasmi, streghe, vampiri, lupi mannari, maghi e poltergeist”.
Nel 1951, però, la legge australiana torna a bussare alla sua porta: Rosaleen e il suo compagno vengono arrestati con l’accusa di vagabondaggio, un reato applicabile a chiunque non avesse un impiego stabile. Fortunatamente, l’editore Walter Glover decide di assumerli come collaboratori, salvandoli da ulteriori conseguenze. In seguito pubblica un libro scritto da Greenlees e illustrato da Norton.
The Art of Rosaleen Norton

Il risultato del lavoro congiunto di Norton, Greenlees e Glover fu The Art of Rosaleen Norton, pubblicato nel 1952. Il volume contiene dipinti come Black Magic, Rites of Baron Samedi e un’immagine del demone cornuto Fohat, raffigurato con un serpente al posto del fallo. Le opere visive sono accompagnate dalle poesie di Greenlees, tratte da The Angel of Twizzari e Esoteric Study. Il libro venne realizzato con grande cura in una tiratura limitata di sole 500 copie, tutte rilegati in rosso e nobilitate con un blocco d’oro.
Purtroppo, anche quest’opera viene colpita dalla censura e dalla calunnia. Glover viene infatti accusato di aver pubblicato materiale osceno e, sebbene Norton sia stata chiamata in tribunale per spiegare la propria arte, le sue opere vengono giudicate oscene e ne viene ordinata la distruzione, così come accade a tutte le copie entrate negli Stati Uniti.
Gli ultimi anni
“Bene o male, purché se ne parli”, diceva qualcuno. Non so quanto mi trovi d’accordo con questa affermazione. In effetti, tutta questa cattiva pubblicità porta grande notorietà al nome di Rosaleen e al suo lavoro, ma allo stesso tempo distrugge tutto ciò che la circonda. La caccia alla strega si intensifica.
Glover finisce in bancarotta. Nel 1955 viene arrestato anche il proprietario di un locale che le aveva permesso di esporre alcune opere. Nello stesso anno, la polizia arresta nuovamente sia Rosaleen che Gavin Greenlees con l’accusa di “atti contro natura sessuale”, basata su una fotografia che li ritrae in pratiche BDSM. In seguito si scoprirà che la foto era stata scattata durante una festa di compleanno di Rosaleen, e poi rubata da uno degli invitati, che la vendette a un giornale scandalistico.
Poco dopo, Greenlees crolla psicologicamente e viene internato all’ospedale Callan Park con diagnosi di schizofrenia. Rosaleen non lo abbandona nemmeno in quel momento. Il loro amore libero va oltre la malattia, e lei continua a fargli visita in ospedale.
Nel 1964, Gavin viene rilasciato in via provvisoria, ma durante un episodio psicotico tenta di ucciderla. Viene così nuovamente ricoverato.

Nonostante in quegli anni la legge contro la stregoneria fosse ancora in vigore in Australia – sarà abolita solo nel 1971 – Rosaleen Norton non ha mai nascosto la propria identità: si è sempre dichiarata apertamente una strega. Negli ultimi anni ha cercato più volte di spiegare, anche attraverso interviste, la sua visione del mondo e la sua religione panteistica.
Tuttavia, queste dichiarazioni sono spesso state strumentalizzate, usate per alimentare il fuoco di un rogo simbolico in piena piazza pubblica. Oggi, infatti, sappiamo pochissimo della sua arte straordinaria, ma molto – forse troppo – su con chi andasse a letto o cosa facesse nel privato, come se ciò ci riguardasse davvero.
Rosaleen Norton muore il 5 settembre 1979, a Sydney. Mi chiedo se fosse una notte di tempesta, proprio come ci si aspetterebbe in un suggestivo racconto di streghe.


Sitografia
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Rosaleen_Norton_1943_SLNSW.jpg
https://fabolousaddiction.wordpress.com/2014/11/13/rosaleen-norton-poesia-disegno-e-stregoneria/