Riflessi di astrologia: Virginia Woolf, tra psiche e realtà
5 febbraio 2023 - Viola Frassi
Lo scopo di questa rubrica è dare spazio alle storie delle donne artiste analizzando, attraverso l’astrologia, come le tematiche della loro vita e arte si riflettono nei loro temi natali*. Da qui il nome “Riflessi di Astrologia”. L’astrologia non è dogmatica e non è deterministica, ma è una pratica millenaria basata sull’interpretazione di simboli e sull’associazione di archetipi.
*Il tema natale è la rappresentazione dei posizionamenti dei pianeti nei segni zodiacali al momento della nascita, calcolato in base a data, ora e luogo di nascita.

Inizio a scrivere questo articolo oggi, 25 gennaio 2023, e mentre faccio ricerca scopro che proprio in questo giorno, centoquarantuno anni fa, nasceva Virginia Woolf, una delle scrittrici più innovative ed introspettive del Ventesimo secolo.
Conosciuta come pioniera dello stream of consciousness, ovvero il “flusso di coscienza” usato come tecnica narrativa, nel corso delle sue opere ha affrontato tematiche di sofferenza mentale, nostalgia, realtà e trasformazioni esistenziali attraverso uno sperimentalismo tipicamente modernista.
L’arte e la scrittura facevano parte della sua famiglia da tempo, infatti Woolf era figlia dell’acclamato critico letterario e biografo inglese Sir Leslie Stephen e della modella di dipinti preraffaelliti Julia Prinsep Jackson, nata in India. Woolf era la settima di otto fratelli, entrambi i suoi genitori avevano già avuto dei figli da matrimoni precedenti. Oltre a lei, insieme hanno avuto altri tre figli. In particolare, la maggiore Vanessa (1879-1961), anche lei artista in quanto pittrice e arredatrice, è stata un’importantissima figura di supporto per Virginia, con la quale instaurò un profondo rapporto di sorellanza.
Woolf ha passato l’infanzia circondata dalla letteratura e dagli autori dell’epoca (tra i frequentatori di casa Stephen ricordiamo Henry James e T.S. Eliot) e già da giovanissima mostrava un interesse per la scrittura: da bambina crea insieme al fratello Thoby un giornale di casa, Hyde Park Gate News, una sorta di diario familiare con storie inventate. Nonostante questa sua predisposizione, l’educazione vittoriana prevedeva che Woolf non frequentasse alcun istituto scolastico. La madre desiderava comunque che potesse ricevere un’istruzione, per cui le venivano impartite lezioni di francese e latino, oltre al permesso del padre di accedere alla sua ricca libreria. Dai quindici ai diciannove anni, però, frequentò il King’s College di Londra dove studiò storia e lettere classiche.
Poco più che ventenne inizia a scrivere professionalmente da giornalista, contribuendo a diversi periodici con articoli, saggi e recensioni. Già in quegli anni la sua scrittura era inquisitiva e non convenzionale. Era determinata a guadagnare con la sua penna, ma il giornalismo non le dava la libertà e la soddisfazione che cercava. Nel 1915, pubblica il suo primo romanzo, The Voyage Out all’età di 33 anni.
La sua vita familiare non è stata per niente semplice e, come approfondiremo più avanti, è proprio dai vissuti e dai traumi che la sua famiglia ha passato che Woolf trae le tematiche principali dei suoi scritti.

L’Acquario e l’undicesima Casa, queerness e femminismo
Virginia Woolf è nata alle 12:15 del 25 gennaio 1882 al civico 22 di Hyde Park Gate, Londra. Il Sole era nei primi gradi dell’Acquario, la Luna in Ariete era visibile da qualche ora e sull’orizzonte stava sorgendo il segno dei Gemelli. Le considerazioni sui suoi tre segni maggiori, ovvero questi ultimi, sono intrecciate, dato che i temi si riprendono tra pianeti e posizionamenti.
Il Sole, in quanto identità che ricerca visibilità, quando si trova in Acquario si manifesta in senso opposto alla sua naturale espressione: è la collettività a rendere visibile l’identità. Infatti, Virginia Woolf racconta di vissuti travagliati e traumatici di personaggi e ambienti che si scontrano con le conseguenze della società in cui sono immersi, come la storia di un reduce di guerra che soffre di disturbi mentali descritta in Mrs. Dalloway (1925), uno dei suoi romanzi più famosi.
L’ascendente Gemelli va dritto al punto: l’archetipo dei Gemelli (e Mercurio, suo pianeta dominante) rappresenta tutto ciò che è espressione comunicativa, perciò la scrittura – di qualsiasi tipo – è un dominio mercuriano. Il suo Mercurio si trova anch’esso in Acquario, rafforzando ancora di più l’uso della parola per rappresentare la società e ciò che devia da essa.
Come abbiamo già visto nelle scorse analisi astrologiche, l’Acquario simboleggia anche l’anticonformismo, l’uscire dalle norme binarie e lasciare indietro le regole della tradizione per fare spazio al progresso e alla diversità; di conseguenza all’Acquario si associa la queerness e la fluidità di genere.
Questo perché nel 1928 Woolf pubblica l’opera che personalmente considero la più bella: Orlando: A Biography. Il romanzo narra le vicende di un giovane nobile inglese dall’aspetto androgino e femminile, con una marcata sensibilità per la poesia; dopo mesi di sonno, Orlando si sveglia nel corpo di una donna. In questo modo Woolf interseca punti di vista “maschili” e “femminili” in uno degli scritti più all’avanguardia sul tema dell’espressione di genere dei suoi tempi.

Oltre ad essere autrice di romanzi e saggi, Woolf era anche una attivista impegnata nella lotta per la parità di genere e tutt’oggi viene ricordata come un’importante figura femminista del mondo letterario. Con l’ascesa del nazionalismo e della guerra, Woolf si interrogava su che spazio potesse occupare la coscienza femminile, auspicando una comunità di donne che potesse fare resistenza al potere sociale maschile.
In questo caso, oltre ai suoi pianeti in Acquario, entra in gioco la sua Luna nell’undicesima Casa. Le Case astrologiche sono dei settori che dividono il cielo in dodici macroaree della vita, e l’undicesima Casa rappresenta gruppi di persone che si riuniscono con lo scopo di fare qualcosa che vada oltre il singolo individuo; si associano dunque a questa Casa le organizzazioni sociali e le cause politiche.
Quando si trasferì a Bloomsbury con i suoi fratelli, rimasti senza genitori, Woolf fonda il Bloomsbury Group, un circolo di intellettuali e artisti di ogni tipo dove si discuteva di arte, di cultura e di filosofia. Di fatto, il Bloomsbury Group divenne il punto d’incontro degli spiriti liberi dell’élite culturale di Londra, che non vedeva l’ora di liberarsi della rigida morale vittoriana. Si parlava anche di pacifismo, sessualità e omosessualità. Infatti, il gruppo contava dei membri apertamente queer, tra cui la stessa Virginia, di cui ricordiamo l’intensa relazione con l’autrice Vita Sackville-West.

“At one and the same time, therefore, society is everything and society is nothing. Society is the most powerful concoction in the world and society has no existence whatsoever.”
– Da “Orlando”, 1928
Le congiunzioni in dodicesima Casa e la prosa psicologica
Ciò che è particolarmente interessante del suo quadro astrologico è soprattutto la dodicesima Casa nel segno del Toro. Come si può vedere dall’immagine del tema natale, la dodicesima Casa di Virginia Woolf è colma di pianeti: troviamo Giove, Saturno, Nettuno e Plutone tutti vicini e racchiusi dentro di essa. Saturno e Plutone in particolare, rappresentano difficoltà e viscerali trasformazioni.
Il primo evento che la segnò profondamente è stata l’improvvisa perdita della madre all’età di tredici anni; da quel momento ha iniziato a soffrire di disturbi depressivi ed esaurimenti nervosi. Due anni dopo morì la sorellastra Stella, nel 1904 morì il padre e nel 1906 anche il fratello Thoby, causandole ulteriori crolli emotivi. In aggiunta, nel suo racconto autobiografico Momenti di essere e altri racconti rivela di aver subito abusi sessuali da parte dei suoi fratellastri, e con lei anche Vanessa. Ciò ha sicuramente influito sulla sua salute mentale nel corso degli anni.
In astrologia, la dodicesima Casa è quasi impenetrabile nel tentare di spiegarla: rappresenta uno spazio così pieno da essere vuoto allo stesso tempo, sospeso in un limbo da cui si può uscire solo regredendo o morendo per rinascere in qualcosa di nuovo. È la Casa della coscienza collettiva, del “tutto”, ma rappresenta anche l’auto-disfacimento di una persona. È associata ai non-luoghi e a tutti quei luoghi di disagio sociale, come prigioni e sanatori.
In questo senso possiamo dire che la sua stessa psiche era diventata una prigione per lei. Forse nel tentativo di cercare la libertà, incanalava questa sensazione nella sua scrittura, per questo è così profonda, vivida e caratterizzata da momenti surreali in cui è impiegato il monologo interiore per dare voce ai pensieri, i ricordi e le intuizioni che provano i personaggi. Come li chiamava lei, moments of being, sono “istanti d’essere”, quelli che definirei come una sorta di epifanie sensoriali in cui passato e presente si fondono in un’emozione, in un ricordo, in un’impressione. Sono dei momenti in cui si manifesta l’essenza del mondo in un tutt’uno. In questo modo dà vita ad una specie di prosa psicologica che scava all’interno della realtà, percependo ciò che era, ciò che è e ciò che potrebbe essere, proprio come la dodicesima Casa.

Purtroppo non vedeva via di fuga dalla prigione della sua mente, i crolli emotivi che si ripresentavano e la sensazione di star impazzendo, come lei stessa scrive nella toccante lettera che lascia a suo marito Leonard Woolf, la spingono a gettarsi nel fiume Ouse con le tasche riempite di sassi il 28 marzo del 1941, a 59 anni. Viene poi cremata e le sue ceneri vengono seppellite sotto un olmo nel giardino della casa dove viveva con il marito.
Virginia Woolf, con le sue opere e battaglie, ci lascia una forte sensibilità nei confronti della realtà che si cela dietro l’apparenza delle cose ed una spiccata lungimiranza nei confronti del mondo da cui si continua a prendere ispirazione dopo quasi un secolo dalla sua morte.
“When you consider things like the stars, our affairs don’t seem to matter very much, do they?”
– Dal romanzo “Night and Day”, 1919
Bibliografia
Woolf, Virginia, Orlando, 1996, Mondadori, Milano
Woolf, Virginia, edit. Schulkind, Jeanne, Moments of Being, 1985, The Hogarth Press, London
McNeil, Andrew, The Essays of Virginia Woolf, Volume 1:1904-12, 1986, The Hogarth Press, London
Pawlowski, Merry M., Virginia Woolf and Fascism, 2001, Palgrave Macmillan
Sitografia
https://www.astro.com/astro-databank/Woolf,_Virginia
https://astrologicalpsychology.org/the-eyes-of-virginia-woolf/
https://web.archive.org/web/20131002170510/http://www.virginiawoolfsociety.co.uk/vw_res.biography.htm
https://www.frammentirivista.it/orlando-la-piu-grande-delle-storie-nelle-pagine-di-virginia-woolf/
https://www.eduflix.it/it/blog/il-bloomsbury-group-il-circolo-di-intellettuali-creato-da-virginia-woolf
https://www.npg.org.uk/blog/queer-connections-the-bloomsbury-group#:~:text=This%20was%20the%20home%20of,and%20discussed%20their%20own%20work
https://paradisiperillusi0.wordpress.com/2019/03/20/114/
https://www.mentalfloss.com/article/74231/20-virginia-woolf-quotes-celebrate-her-birthday