Riflessi di Astrologia: Emily Dickinson, tra viaggio e morte

23 marzo 2022 - Viola Frassi

Lo scopo di questa rubrica è dare spazio alle storie delle donne artiste analizzando, attraverso l’astrologia, come le tematiche della loro vita e arte si riflettono nei loro temi natali*. Da qui il nome “Riflessi di Astrologia”. L’astrologia non è dogmatica e non è deterministica, ma è una pratica millenaria basata sull’interpretazione di simboli e sull’associazione di archetipi.

*Il tema natale è la rappresentazione dei posizionamenti dei pianeti nei segni zodiacali al momento della nascita, calcolato in base a data, ora e luogo di nascita.

Emily Dickinson

Ancora oggi, la vita della poetessa Emily Dickinson resta una delle più affascinanti ed enigmatiche degli Stati Uniti del diciannovesimo secolo. Emily Dickinson era una persona estremamente privata: trascorse la maggior parte del suo tempo nella casa familiare di Amherst, in Massachusetts, dove nacque il 10 dicembre del 1830.

Dickinson proveniva da un’illustre famiglia di estrazione puritana, molto coinvolta nella vita comunitaria della città. Grazie a ciò, riuscì ad ottenere una buona educazione frequentando l’Amherst College – fondato da suo nonno paterno nel 1821 – per sette anni, dove si dedicò principalmente alle materie umanistiche senza però disdegnare anche botanica, geologia e aritmetica. Fu definita dal preside “molto brillante” e “una studentessa eccellente, diligente e con una condotta esemplare”. Sebbene fosse spesso costretta ad assentarsi per via della sua salute cagionevole, la stessa Dickinson fece le lodi del college in una lettera ad un’amica, in cui lo descrisse come un’ottima scuola.

Fin da bambina mostrò un forte interesse per la letteratura, trascorrendo giornate intere nella biblioteca del padre, dove amava leggere soprattutto i sonetti e le opere teatrali di Shakespeare, oltre che i romanzi di Charlotte Brontë. 

È soltanto dopo la sua morte che la sorella Lavinia trovò in un cassetto 1800 poesie raccolte in fascicoletti cuciti. Nessuno sapeva che componesse con così tanta dedizione, le persone a lei care sapevano soltanto della sua passione per la scrittura. Eppure, le tematiche delle sue poesie erano potenti e completamente nuove per l’epoca: trattavano di dolore, di morte, di ricerca di significato.

È interessante analizzare la scrittura di Emily Dickinson attraverso un approccio astrologico, trovando corrispondenze tra il suo tema natale e la sua vita, e ponendo enfasi in particolar modo sul segno del Sole e sull’ascendente.

Al momento della sua nascita, il Sole si trovava nel segno del Sagittario e secondo le fonti di dominio pubblico, l’orario di nascita più plausibile è tra le 4:40 e le 5:00 del mattino, rendendola in qualsiasi caso ascendente Scorpione.

Il segno del Sagittario rappresenta la ricerca instancabile di conoscenza, di filosofie di vita, di libertà. Nel tema natale di Dickinson, il Sole è congiunto a Mercurio, pianeta della comunicazione e della scrittura: attraverso la sua poesia, possiamo dire che Emily Dickinson illustra i suoi viaggi interiori. La sua libertà era scrivere.

Carta natale di Emily Dickinson

“There is no Frigate like a Book

To take us Lands away”

Un tema importante per il Sagittario è appunto il viaggio, che Dickinson rese protagonista di parecchi componimenti e lettere. Tuttavia, si riferisce sempre alla sua personale nozione di viaggio, ovvero quello mentale. 

“Bereaved of all, I went abroad —

No less bereaved was I

Upon a New Peninsula —

The Grave preceded me —”

In an 1870 letter Emily Dickinson told her friend Elizabeth Holland: “To shut our eyes is Travel”

A partire dal 1847, quando aveva diciassette anni, per il resto dei suoi giorni, non lasciò mai Amherst e uscì raramente di casa, passando le giornate tra i libri, i familiari e alcuni amici. Trovava tuttavia immensa gioia e soddisfazione in questa sua scelta, che non fu altro che una dichiarazione di autosufficienza. La casa era per lei un microcosmo dove potersi circondare di sogni e di cultura; uno spazio sacro in cui trovare rifugio dalle funzioni religiose, dalle quali si allontanò molto presto.

In astrologia, il Sole rappresenta l’individualità, la vitalità e l’espressione di sé; nei suoi scritti, Dickinson rivela parte della sua identità e dei suoi ideali attraverso forti metafore. Per esempio, il segno del Sagittario è collegato al tema della religione e all’interno della sua poesia è presente una forte dimensione di scetticismo nei confronti della fede e delle virtù cristiane.

Nell’ultima strofa di “The Brain is wider than the Sky” paragona il cervello a Dio, sfidando, tramite un lessico cristiano filtrato da uno sguardo critico, le visioni tradizionali dell’epoca rispetto alla religione.

“The Brain is just the weight of God— For—Heft them—Pound for Pound— And they will differ—if they do— As Syllable from Sound—”

Dal suo scetticismo religioso nascono i dubbi – e la conseguente fascinazione – per l’argomento principale dell’arte di Dickinson: la morte. 

Diversamente dalle credenze puritane, per lei la morte non è un passaggio alla vita eterna; non vi è alcuna dimensione di rassicurazione. Non vi è un aldilà, che sia inferno, purgatorio o paradiso: la morte è un enigma come la poesia stessa.

L’ascendente Scorpione di Dickinson riflette la sua esperienza con questa tematica esistenziale; infatti, l’archetipo dello Scorpione è il simbolo per eccellenza della morte, è colui a cui viene rivelata. Lo Scorpione riesce a vedere attraverso l’oscurità degli abissi e percepisce le profondità della realtà. Altri scrittori nati con l’ascendente in Scorpione, le cui tematiche emergono nelle loro opere, sono per esempio Leopardi, E.A. Poe, Goethe, Eminescu.

Dickinson era turbata dalla minaccia della morte fin dalla giovane età. Quando, nel 1844, sua cugina e amica intima Sophia Holland morì di tifo, ne fu traumatizzata. La morte ha lasciato un impatto indelebile su di lei e viveva nell’incessante consapevolezza della sua inevitabilità. Nel corso della sua vita subì ulteriori lutti, tra cui due amici, uno dei quali di soli venticinque anni.

“Some of my friends are gone, and some of my friends are sleeping – sleeping the churchyard sleep – “, scrisse in una lettera.

Nelle sue poesie cerca una sorta di comprensione e accettazione della morte, personificandola, pur senza arrivare ad avere una visione finale, in quanto essa resta un mistero inconoscibile. Lei stessa vuole che il quesito continui nel lettore, invitandolo a fermarsi e a riflettere.

“Because I could not stop for Death – 
He kindly stopped for me – 
The Carriage held but just Ourselves – 
And Immortality.

We slowly drove – He knew no haste
And I had put away
My labor and my leisure too,
For His Civility –”

Nonostante fosse restia a condividere i suoi componimenti, durante la sua vita cercò di pubblicarne alcuni: importante fu il rapporto collaborativo con lo scrittore e editore Thomas Higginson, con cui intrattenne uno scambio epistolare per otto anni. Higginson voleva però modificare le sue poesie, eliminare i tipici trattini che Dickinson usava e correggere la sintassi. Di conseguenza, Dickinson rifiutò di pubblicarle.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1886 a 55 anni, la sorella contatta Higginson proponendogli di pubblicare le 1800 poesie trovate, ma lui seleziona solo quelle che si adattavano alla narrazione di una donna americana, mai sposata e che ha passato la maggior parte dei suoi anni nella casa dei genitori, non rendendo così giustizia alla profondità dell’esperienza di Dickinson.

La prima edizione completa viene pubblicata nel 1955, ma presenta comunque parziali alterazioni. Soltanto nel 1981 le sue poesie vengono pubblicate integralmente e senza modifiche. E così, dopo quasi cento anni dalla sua morte, il mondo può leggere le sue opere in modo completo e originale.

Emily Dickinson è un’importante figura di emancipazione: fu una donna che visse la vita attraverso scelte personali significative malgrado le aspettative della società dell’epoca. 

La sua scrittura influenzò per sempre la poesia del Novecento e oggi continua a risvegliare interrogativi e riflessioni su temi incredibilmente umani.

Emily Dickinson House, Amherst, Massachusetts

Bibliografia:

https://www.astro.com/astro-databank/Dickinson,_Emily
https://www.emilydickinson.it/j0251-0300.html
https://allpoetry.com/Bereaved-of-all,-I-went-abroad
https://www.poetryfoundation.org/poems/52199/there-is-no-frigate-like-a-book-1286
https://www.wreview.org/index.php/current-issue/53-vol-11-no-2/260-to-shut-our-eyes-is-travel-nineteenth-century-imaginary-journeys-and-dickinson-s-virtual-europe.html
https://yalebooks.yale.edu/sites/default/files/files/TOC/edelman_wider.pdf
https://www.poetryfoundation.org/poems/47652/because-i-could-not-stop-for-death-479
http://archive.emilydickinson.org/correspondence/aroot/l6.html
https://www.nps.gov/places/dickinson.htm#:~:text=From%201847%20unt