”POST PINK!”: Storie di Donne per Tutt3

28 giugno 2023 - Emily Iachi Bretto

L’arte del fumetto ha da sempre offerto uno spazio fertile per esplorare temi sociali e politici, l’antologia “Post Pink!” si inserisce in questa tradizione con una prospettiva a noi cara: quella del femminismo. 

Post Pink! Antologia di fumetto femminista, opera curata da Elisabetta Sedda, raccoglie le firme di nove artiste che sfidano gli stereotipi di genere, offrendo una voce alle donne nel mondo dei fumetti e alzando il sipario su temi di importanza fondamentale. Ognuna di queste autrici si pone una domanda: cosa vuol dire essere donna?

Come sottolinea Michela Murgia nella prefazione:

“immaginarsi donna” del resto è stato difficile anche per le donne stesse, dopo secoli passati ad ascoltare storie di uomini raccontate da uomini, in cui le poche di noi presenti avevano più che altro funzione accessoria.

In questo articolo, esploreremo l’importanza di “Post Pink!” come una testimonianza dell’impatto dei fumetti femministi e delle voci delle donne nella narrativa visiva contemporanea.

Post Pink! – Le storie

Molto spesso il fumetto viene sottovalutato, ma qui la parola e l’immagine diventano una cosa sola. Grazie a ciò, l’antologia può toccare numerosi temi quali la sessualità, la violenza di genere, il corpo e l’autonomia femminile. Le storie rappresentano una vasta gamma di prospettive, dalle esperienze individuali alle questioni sociali più ampie; alcune storie sono più corpose e di maggior impatto rispetto alle altre, ma tutto sommato l’opera riesce bene nel suo intento di sensibilizzazione. 

Vorrei porre alla vostra attenzione tre opere che mi hanno particolarmente colpita, spingendomi a riflettere su questioni fondamentali riguardanti l’esperienza femminile.

Centimetri di Sara Menetti

Menetti racconta, attraverso le figure di innumerevoli donne, il travagliato rapporto tra donna e corpo, e del suo valore che ancora viene calcolato in centimetri. In centimetri si misura l’altezza, la lunghezza dei capelli ma anche le misure per un abito o del girovita in gravidanza. Proprio tramite la gravidanza, che è il discorso centrale di queste 10 pagine,  si parla del cambiamento che fa paura ma che è necessario e che i centimetri faranno meno paura quando saremo noi a comandarli e non viceversa.

Un fatto privato di Alice Milani

“Paura di pronunciare una parola proibita, dal suono stridulo e il significato pesante, per l’accusa troppo grave che racchiude.”

Da una semplice chiacchierata del più e del meno tra due semisconosciute al ritorno da un concerto, si parla di uno stupro che ha portato la vittima a lasciare l’università e a colpevolizzarsi. Tramite l’uso della censura, utilizzata nei balloon, troviamo parole interrotte che relegano la gravità dello stupro a un fatto privato.

Destino anatomico di Silvia Rocchi

Rocchi utilizza il genere epistolare per questo racconto, unisce il disegno a una lettera immaginaria scritta da Nonna Teresa, indirizzata alle sue figlie, nipoti e pronipoti. Racconta di un viaggio tra i pregiudizi legati al genere femminile – pregiudizi che assumono la forma di cartelli stradali e che, alla fine, verranno vandalizzati proprio dalla nipote di Teresa.

Post Pink! – Disegni

I diversi stili che le autrici utilizzano è uno degli elementi che mi è piaciuto di più, il loro variegato utilizzo consente alle autrici di esplorare l’estetica e la narrativa in modi innovativi, alcune di loro possono optare per un approccio minimalista, utilizzando linee semplici e pulite, per enfatizzare l’essenziale. 

Altre possono adottare uno stile più dettagliato e realistico, che permette una rappresentazione più accurata delle emozioni e dei dettagli dell’esperienza femminile. Altre ancora possono sperimentare con uno stile più astratto o simbolico, che amplifica il significato e la portata delle storie.

L’utilizzo di colori, tonalità e ombre può contribuire a creare atmosfere e suscitare emozioni specifiche. Ad esempio, l’uso di toni vivaci e accesi, può esprimere gioia, energia e vitalità, mentre tonalità più scure possono trasmettere tristezza, tensione o drammaticità. La scelta della palette cromatica può anche essere utilizzata per riflettere la diversità e l’inclusività delle storie rappresentate.

Post Pink! – Conclusione

Le pagine di “Post Pink!” sono un rifugio per coloro che cercano storie che riflettano la complessità delle esperienze femminili, rompendo le catene dei cliché e delle convenzioni. Queste storie grafiche, con la loro capacità di affrontare temi come l’autonomia, l’identità, la sessualità e la lotta per l’uguaglianza, risuonano profondamente nel cuore di lettrici e lettori, spingendoli a riflettere, ad empatizzare e a promuovere un cambiamento sociale duraturo.

“Post Pink!” è molto più che una semplice antologia di fumetti femminista: in un mondo in cui le voci delle donne sono spesso ridotte al silenzio, è un invito a una conversazione, che non può più essere ignorata. È un grido per una rappresentazione autentica e inclusiva delle donne nel mondo dei fumetti e non solo! Ma soprattutto, è una celebrazione della forza, del coraggio e dell’empowerment delle donne che si ribellano alle norme e lasciano il segno nella storia fumettistica.