Riflessi di Astrologia: Nina Simone, la lotta oltre la musica

26 ottobre 2022 - Viola Frassi

Lo scopo di questa rubrica è dare spazio alle storie delle donne artiste analizzando, attraverso l’astrologia, come le tematiche della loro vita e arte si riflettono nei loro temi natali*. Da qui il nome “Riflessi di Astrologia”. L’astrologia non è dogmatica e non è deterministica, ma è una pratica millenaria basata sull’interpretazione di simboli e sull’associazione di archetipi.

*Il tema natale è la rappresentazione dei posizionamenti dei pianeti nel cielo al momento della nascita, calcolato in base a data, ora e luogo di nascita.

Eunice Kathleen Waymon, in arte Nina Simone, nasce il 21 febbraio 1933 a Tryon, Carolina del Nord. Ricordata dal mondo intero come la high priestess of soul (la sacerdotessa del soul), Nina Simone era una delle voci più particolari e struggenti della scena jazz, blues e soul dell’America degli anni ‘60. 

Il suo primo rapporto con la musica è stato ascoltare sua madre, una predicatrice religiosa, cantare gospel.

A tre anni inizia a suonare nella chiesa del suo paese, vivendo momenti che lei stessa ricorda come completamente immersi nella musica. Proprio in chiesa due donne bianche la sentono suonare l’organo e una di loro, Muriel Mazzanovich, si offre di darle lezioni di piano classico. Così Nina Simone inizia a studiare musica classica in maniera estremamente disciplinata: si esercitava sulle note di Bach, Beethoven e Debussy anche per otto ore al giorno. Lei stessa racconta di quanto ciò fosse alienante per una bambina, si sentiva isolata dai suoi coetanei e dalla sua comunità. 

Da un punto di vista astrologico, il suo tema natale riflette molto bene questa sua realtà, la quale continua a ripresentarsi nel corso della sua vita.

L’archetipo dell’Acquario

Nina Simone nasce poco prima dell’alba, alle sei del mattino. Il Sole era entrato da pochi giorni nel segno dei Pesci e stava sorgendo la costellazione dell’Acquario. È proprio partendo dal suo ascendente Acquario che vediamo come le tematiche della sua vita si esprimono nel suo tema natale.

L’archetipo dell’Acquario è l’artista eccentrico, il diverso, il ribelle dalla società che allo stesso tempo è il visionario. È associato alla collettività, ai movimenti umanitari, alle organizzazioni politiche e al progresso, mentre l’ascendente rappresenta i temi principali del percorso di vita di una persona e le lenti attraverso le quali quest’ultima guarda il mondo.

Congiunti al suo ascendente Acquario troviamo Saturno e Venere, nello stesso segno. Da una parte, Saturno è il pianeta dei limiti, delle restrizioni: rappresenta un percorso ad ostacoli che richiede lavoro duro. Dall’altra, Venere è il pianeta dell’armonia, della diplomazia, di ciò che è amato, dell’arte e della bellezza.

L’astrologo Adam Elenbaas parla brevemente di Nina Simone nell’ascoltato podcast The Astrology Podcast, spiegando che ogni posizionamento astrologico va inserito all’interno del contesto storico, e quindi il suo tema natale è da contestualizzare in base all’epoca in cui è vissuta. Nina Simone è cresciuta nell’America della segregazione. In quest’ottica, la giustapposizione di Saturno e Venere riflette una dinamica duplice: Nina Simone suonava per un pubblico bianco. Doveva intrattenere le stesse persone responsabili e fautrici della sua discriminazione, ma era ampiamente apprezzata e rispettata, non solo dalla comunità afroamericana, nonostante fosse una donna nera e una figura controversa per la società dei tempi. È praticamente un paradosso sistemico. 

Inoltre, il suo nome d’arte nasce dalla necessità di nascondere la sua carriera di musicista ai suoi genitori, i quali pensavano che il jazz fosse “la musica del diavolo”. Simone ha sostanzialmente dovuto limitare intrinseche parti della sua persona per poter esprimere la sua arte e per guadagnarsi da vivere.

 

Il ruolo di Saturno e l’impegno per i diritti degli afroamericani

Nel documentario candidato agli Oscar del 2016 What Happened, Miss Simone?, la figlia Lisa racconta che Simone era penalizzata e punita dallo show business soltanto perché era sé stessa, ma quando si esibiva era brillante, amata e anche rivoluzionaria: utilizzava il palcoscenico come un luogo in cui usare la sua voce per poterla dare a sua volta alla comunità afroamericana.

Saturno congiunto all’ascendente si trasforma da limite a importante missione: l’impegno per i diritti degli afroamericani. Cantare per aiutare la sua gente divenne il pilastro della sua vita, non voleva più suonare la musica classica ma la “musica dei diritti civili”. Iniziò a frequentare figure importanti come Martin Luther King, Malcolm X e tanti artisti, autori e intellettuali del movimento. 

Nel 1970 rilascia la canzone che diventa un inno degli anni dei Civil Rights: To Be Young, Gifted and Black, scritta in memoria della drammaturga e amica Lorraine Hansberry e dedicata a tutti i giovani neri come forte incoraggiamento. 

“Young, gifted and black
Oh what a lovely precious dream
To be young, gifted and black
Open your heart to what I mean”

Dal testo di Young Gifted and Black

Il suo primo incontro con il razzismo fu a dodici anni, quando i genitori furono costretti a sedersi nell’ultima fila alla sua prima performance di pianoforte. Confusa, la giovanissima Nina Simone si rifiutò di cominciare a suonare finché i suoi genitori non si sedettero in prima fila. 

Simone era già consapevole di essere una giovane donna nera, anche se, in realtà, la questione razziale non veniva toccata dalla famiglia di Simone, nessuno ne parlava apertamente e di conseguenza non riusciva a viverla in maniera totalmente conscia. Quando da giovane adulta si candidò per una borsa di studio al Curtis Institute of Music di Philadelphia, e non fu accettata, capì dopo sei mesi che la motivazione era il colore della sua pelle.  Simone racconta che l’episodio la colpì parecchio e che non ha mai superato quella “scossa di razzismo”, come la definì lei stessa.

Nina Simone all’Harlem Cultural Festival, 1969

Un’altra corrispondenza astrologica interessante nel suo tema natale è la congiunzione di Marte e Giove. Marte è guerra, rabbia, forza, passione, mentre Giove rappresenta i valori e le credenze etiche: la sua musica era una forma di protesta e i suoi testi erano una forte esternazione dei suoi ideali.

Una delle sue canzoni più intense e controverse è Mississippi Goddam, rilasciata nel 1964. Fa riferimento ad un attentato da parte del Ku Klux Klan avvenuto l’anno prima a Birmingham, in Alabama: nella 16th Street Baptist Church scoppiò una bomba che uccise quattro bambine nere e ferì più di venti persone. Per Nina Simone, questo accaduto fu la goccia che fece traboccare il vaso e che la spinse ad iniziare a lanciare messaggi politicamente espliciti attraverso la sua musica. Lei stessa definisce Mississippi Goddam come una canzone violenta e toccante e la sua “prima canzone dei diritti civili”. L’anno dopo, venne ucciso Malcolm X e nel 1968 venne assassinato Martin Luther King. Tutti i grandi attivisti afroamericani stavano morendo uno dopo l’altro. 

“What’s gonna happen now that the King of love is dead?”

Dal testo di Why? (The King of Love is Dead)

La rabbia che sentiva era ciò che la sostentava. Quando il movimento per i diritti civili prese piede, finalmente poteva esprimere pubblicamente tutto quello che provava dentro. Sapeva quanto fosse rischioso, ma sentiva essere suo compito riflettere la società dei suoi tempi. Voleva scuotere gli animi delle persone.

“You can’t help it. An artist’s duty, as far as I’m concerned, is to reflect the times.”

“Non puoi fare altrimenti. Il compito di un’artista, per quel che mi riguarda, è riflettere la sua epoca.” – Nina Simone

Non si è mai dichiarata non-violenta, anzi, pensava che gli afroamericani dovessero ottenere i loro diritti con qualsiasi mezzo. La sua rabbia si faceva più forte, auspicava una rivoluzione armata e iniziò a suonare esclusivamente canzoni dal contenuto politico. Trovare ingaggi diventò un problema, la sua reputazione stava uccidendo la sua carriera. Per di più, Nina Simone soffriva di disturbo bipolare e gestire le sue emozioni si faceva sempre più complicato. 

Nina Simone: una figura ricca di sfumature

Nel 1973, stanca di vivere in America, inizia la sua vita da nomade prima alle isole Barbados, poi in Africa e infine in Europa, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita fino alla sua morte, avvenuta il 21 aprile 2003 a Carry-le-Roulet, nel sud della Francia, dopo una battaglia contro un tumore al seno di cui soffriva da qualche tempo. Viene cremata e le sue ceneri vengono sparse in Africa, la terra dei suoi antenati, come lei desiderava.

Nina Simone era una figura complessa e ricca di sfumature. La sua è una voce che taglia l’anima e che trasmette tutta la sua tenacia. È stata la prima donna pianista nera a suonare alla Carnagie Hall di New York nel 1963, durante gli anni della segregazione. La sua vita è stata sicuramente travagliata, ma riuscì a trovare la sua libertà nonostante l’oppressione.

In un’intervista del 1968, quando le viene chiesto che cosa sia per lei la libertà, di primo acchito Simone controbatte l’intervistatore – bianco – con un po’ di ironia: “Me lo dica lei cos’è la libertà”. Mentre cerca le parole giuste, racconta che sarebbe come tentare di spiegare che cosa è l’amore a qualcuno che non lo ha mai provato. Poi rammenta le sue esperienze sul palco e con forte emozione risponde: “Ecco cos’è la libertà per me, non avere paura”.

Sitografia:
https://www.astro.com/astro-databank/Simone,_Nina
Documentario Netflix What Happened, Miss Simone?, 2015. https://www.netflix.com/title/70308063 
https://oxfordastrologer.com/2016/02/in-the-key-of-pisces-nina-simone.html
https://web.archive.org/web/20070723024651/http://www.high-priestess.com/biography.html
https://www.carnegiehall.org/Explore/Articles/2020/04/13/Nina-Simone-at-Carnegie-Hall