Nicole Eisenman e l’immaginario fluido e colorato della sua arte
28 giugno 2021 - Sonia Chabbi
Nicole Eisenman è nata nel 1965 a Verdun, in Francia ed è cresciuta a Scarsdale (NY) e si è successivamente laureata alla Rhode Island School of Design nel 1987. Emerge come artista durante la “culture war” degli anni ’90: si trattava di una generazione di artisti newyorkesi, che realizzavano dipinti figurativi di ispirazione femminista, irriverenti, socialmente satirici e queer-empowering.
Durante la sua carriera, Eisenman ha abbracciato lo stile tecnico di svariati maestri pittori come Michelangelo, Pablo Picasso e Edvard Munch e ha infuso la sua immaginazione con riferimenti assurdi che spaziano dall’umorismo brillante dei cartoni animati agli atteggiamenti della cultura punk, fino agli scenari quotidiani tratti dalla sua biografia.
Nei primi anni Novanta diventa inoltre celebre per i suoi murales densamente popolati di corpi che si contorcono e le folle bloccate in epiche battaglie in stile rinascimentale. Negli ultimi vent’anni il suo lavoro ha continuato a raccogliere riferimenti sia culturali pop che storici dell’arte.

Seducendo lo spettatore con il suo stile pittorico virtuosistico e il suo umorismo ironico per toccare questioni sociali complesse, dalle politiche di genere e sessualità alla destabilizzazione delle strutture istituzionali e al consumismo del mondo dell’arte.
Durante la pandemia, nella primavera del 2020, nel suo studio di Williamsburg, l’artista americana ha creato alcune delle opere più ambiziose della sua carriera. Si tratta di tre grandi tele figurative e narrative dipinte virtuosamente: un incidente in bicicletta con due figure cadute; una processione sognante che coinvolge qualcuno in cima a una patata gigante; e un uomo su un sentiero frammentato scortato (o bloccato) da cani Rhodesian Ridgeback.
Il più grande, circa undici piedi per nove piedi, è l’incidente al rallentatore della bicicletta. “È un dipinto romantico di due persone che si incontrano“, ma potenzialmente ferito, ha detto.


Eisenman, “i cui dipinti e sculture spesso mostrano persone che cercano di trarre il meglio da circostanze tragicomiche” – come perfettamente descritto in un recente profilo del New Yorker di Ian Parker – crea opere d’arte molto fluide, aperte, sciolte e divertenti. Sebbene Eisenman sia nota per i suoi dipinti, crea anche installazioni, disegni, incisioni, litografie, monotipi, xilografie e sculture – come quelle mostruose, distorte ed eviscerate mostrate alla 58a Biennale di Venezia.
Insieme all’artista, autrice e attivista americana A. L. Steiner, è la co-fondatrice curatoriale di “Ridykeulous” che incoraggia mostre di arte queer e femminista. La narrazione degli ultimi dipinti di Eisenman – riferendosi direttamente all’esperienza della pandemia – è come una danza “ridicola”, ma tragica. Il disastro è accaduto, ma c’è una sorta di eccitazione all’interno di questo disastro.

Le opere di Eisenman offrono una prima impressione colorata e celebrativa, ma a un esame più attento rivelano molteplici livelli di significato e intricate narrazioni. Sebbene molte di queste storie siano basate su personaggi della sua stessa vita, l’artista richiama anche l’attenzione su questioni sociali più ampie e frizioni politiche.
Con un ricco umorismo, tocca temi come l’identità, la sessualità e la politica mentre mescola elementi della cultura popolare e delle controculture. L’occhio unico di Eisenman per le complessità della società contemporanea e le emozioni umane contrastanti genera osservazioni acute e sorprendenti delle nostre realtà moderne.

LINK per approfondire:
https://www.kooness.com/posts/magazine/generating-caustic-fluid-and-fun-imagery
https://whitney.org/education/education-blog/eisenman-figure-drawing
https://www.e-flux.com/announcements/365390/nicole-eisenmangiant-without-a-body/