MONUMENTS WOMEN: le 27 donne del MFAA
23 gennaio 2024 - Stefania Abegaille
Nel 2014 esce il film Monuments Men, la cui trama è, liberamente, ispirata ai membri del programma “Monuments, Fine Arts, and Archives” (MFAA), unità dell’esercito anglo-americano che durante la Seconda Guerra Mondiale ebbe il compito di recuperare il patrimonio artistico trafugato dai nazisti.

Prodotto e interpretato da George Clooney, il film è tratto dal libro “Monuments Men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia” di Robert M. Edsel.

Ci sono delle inesattezze storiche, utili ai fini della trama, come i nomi dei personaggi, che sono del tutto inventati ed il numero dei componenti di questa unità, che nella realtà contava poche decine di ufficiali, mentre nel film tutto si riduce a setta uomini, semplificando quello che realmente fu questa operazione e dimenticando completamente la controparte femminile.
Perché, anche se il film non concede loro da giusta importanza, fra questi uomini di cultura, per lo più intellettuali o artisti reclutati tra direttori di musei, accademici, bibliotecari, studiosi d’arte e architetti, ci furono anche delle donne.
Il programma “Monuments, Fine Arts, and Archives”, ricordiamolo unità dell’esercito alleato, attiva dal 1943 al 1952 era composta, infatti, da circa 318 uomini e 27 donne, di diverse nazionalità. Tale sezione, fortemente voluta dal presidente americano Robert Delano Roosevelt, e nota come Commissione Roberts dal nome del suo presidente, recuperò e restituì ai paesi d’origine più di cinque milioni di beni artistici confiscati dai nazisti.
Tra le opere, ritrovate e restituite dai Monuments Men, al 1951, sono da segnalare il “Polittico dell’Adorazione dell’Agnello mistico” di Hubert e Jan van Eyck, la “Madonna di Bruges” di Michelangelo Buonarroti, “l’Astronomo” di Jan Vermeer e il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I” di Gustav Klimt.

Tra le donne che parteciparono a queste operazione non possiamo non citare Rose Valland, Edith Standen e Motoko Fujishiro.
Fra tutte, Rose Valland è, sicuramente, la più conosciuta, anche grazie al libro “Le front de l’art, défense des collections françaises, 1939-1945”, scritto dalla stessa Rose e pubblicato nel 1961, in cui vengono raccontate le vicende accadute in quegli anni e del suo ruolo, fondamentale, per la difesa ed il recupero delle opere d’arte sottratte dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale
Rose Valland, sfruttando il suo ruolo di storica dell’arte all’interno delle istituzioni museali francesi, fece un accurato lavoro di registrazione che fu, in seguito, indispensabile per la fase di recupero. A collaborare a tali operazioni, che nel film citato videro come protagonista Rose Valland interpretata da Cate Blanchett, ci fu Edith Standen, ufficiale dell’esercito statunitense ed esperta d’arte ed in seguito unica firmataria tra le donne arruolate, del Manifesto di Wiesbaden (documento scritto e firmato dai membri del MFAA, in cui ci si opponeva al considerare i beni culturali un bottino di guerra).

Infine, ricordiamo l’ultima delle Monuments Women, ovvero Motoko Fujishiro (poi Huthwaite una volta sposata) nonostante il trattamento subito dal governo statunitense, in seguito all’attacco di Pearl Harbor, fece parte nel 1951 della divisione “Arts and Monuments della Civil Information and Education Section” e contribuì, come interprete e dattilografa, a trascrivere i rapporti e la corrispondenza che arrivava da oltre oceano.

Durante il processo di Norimberga, anche i furti d’arte furono tra le accuse fatte agli ufficiale nazisti ancora in vita. Nel 2007 viene istituita la “Monuments Men and Women Foundation”, precedentemente nota come “Monuments Men Foundation for the Preservation of Art”, che, attraverso professionisti e volontari, porta vanti la memoria ed il lavoro dei MFAA.

Bibliografia e sitografia:
I. D. Brey, Tutti gli uomini di Venere. Quando gli alleati salvarono le opere d’arte le opere d’arte italiane, 2022
R. M. Edsel, Monuments Men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia,2009
R. Valland, Le front de l’art, défense des collections françaises, 1964
L. Klinkhammer (a cura di), I predatori dell’arte perduta, sulle tracce dei capolavori rubati, 2016
https://www.monumentsmenandwomenfnd.org/
https://www.artonauti.it/monuments-men/
https://www.artonauti.it/le-donne-della-sezione-monumenti/
https://www.focus.it/cultura/storia/chi-erano-i-monuments-men