Mirandolina, la donna che riformò il teatro

29 novembre 2020 - Morgan Yeji

Se c’è una cosa che amo sono le storie e la Storia. Oggi vi parlo di entrambe. Vi parlo di colei che avete letto nel titolo, Mirandolina della Locandiera.

È  una commedia scritta nel dicembre del 1752 da Carlo Goldoni ed è formata da tre atti. Viene messa in scena per la prima volta a Venezia, nel teatro Sant’Angelo. La particolarità di questa pièce teatrale è che Mirandolina è il primo vero personaggio femminile della storia del teatro, interpretato da attrici donne! Per l’epoca fu una vera e propria rivoluzione. Vorrei essere stato lì a godermi questo meraviglioso spettacolo.

Illustrazione di Carlo Goldoni

Ma ora diamo spazio alla storia: Mirandolina, dopo la morte del padre, diventa padrona di una  locanda nei pressi di Firenze. Tutti coloro che vi si fermano, la corteggiano e si innamorano di lei. In particolare, il Marchese di Forlipopoli ed il Conte d’Albafiorita, due nobili delle classi sociali più alte, e Fabrizio il cameriere della locanda. I due nobili corteggiano la Locandiera: il Marchese, convinto che basti il prestigio del suo rango sociale per ottenere il cuore della ragazza, offre la sua protezione. Il Conte invece, convinto che bastino le sue sole ricchezze, offre regali a dir poco costosi. Mirandolina è una donna astuta ,furba, intelligente, attraente e indipendente, sa bene di essere corteggiata e illude gli uomini di poterla conquistare. Qualcuno potrebbe dire  “ma non è corretto, non è onesta, mente e se ne approfitta di tutti coloro che si infatuano di lei”. Fa bene, la ammiro per questo. Nel ‘700 infatti le donne come Mirandolina erano povere, rilegate in casa proprio per il loro essere donne. Non avevano nessun tipo di diritti, non erano indipendenti, non potevano autodeterminarsi, erano completamente assoggettate dalla società patriarcale. La nostra Locandiera, da una situazione pessima, riesce ad ottenere dei risultati per lei positivi, senza l’aiuto di nessuno e per me è qualcosa di fantastico.

Messa in scena della Locandiera con Amanda Sandrelli

La commedia scorre come un pettine che accarezza i capelli ma, come tutte le storie, anche Mirandolina ha i suoi nodi da sciogliere e qui entra in scena il Cavaliere di Ripafratta. Si tratta di un aristocratico misogino ma non solo, prende in giro il Conte ed il Marchese per essersi innamorati di una donna tra l’altro povera. Tratta la Locandiera come se fosse una serva, una schiava senza avere alcun tipo di rispetto. Ma la nostra protagonista, che è astuta, vuole dargli una lezione per difendere il proprio genere e la propria persona, quindi decide di far innamorare anche il Cavaliere.

Nel mentre arrivano alla locanda due commedianti, Dejanira ed Ortensia che si fingono due dame. Come Mirandolina, mentono spudoratamente per avere una vita più agiata e nobile, senza pressioni e preoccupazioni, ottenendo i privilegi e le attenzioni dei ruoli che interpretano, con le false nomine: la Baronessa Ortensia del Poggio e la Contessa Dejanira dal Sole. Mirandolina che, da donna attenta non si fa sfuggire nulla, le smaschera subito ma la ragazza, al posto di punirle, chiude un occhio e sta al loro gioco. In questa scena, ho apprezzato molto la solidarietà femminile da parte della Locandiera che capisce le esigenze delle ragazze, perché sa quanto sia arduo per una donna, di bassa classe sociale, vivere in un mondo dominato dagli uomini. Dejanira ed Ortensia, grazie alle loro false nomine da “dame”, cercano le attenzioni del Conte d’Albafiorita, del Marchese di Forlipopoli e dal Cavaliere di Ripafratta. Ci riescono, tranne che con il Cavaliere. Accettano l’invito alla tavola del Marchese ma subito dopo rifiutano la sua offerta, accogliendo quella del Conte di unirsi con lui nelle sue stanze per mangiare, bere e divertirsi. Il Conte smaschera le due commedianti ma non sembra importargliene, perché per lui sono solo due donne con cui divertirsi e sfamare il proprio ego.

Messa in scena della Locandiera con Amanda Sandrelli

Ora vi starete chiedendo: “E la vendetta di Mirandolina?”

Grazie alla sua gentilezza e alla sua ricerca di attenzione, la ragazza costruisce la sua rivincita contro il Cavaliere e mette in scena un mezzo teatrino strappalacrime, sfruttando degli oggetti come la famosa boccetta d’oro, in modo tale che la vittima, nel giro di forse due giorni, cade ai suoi piedi.  La relazione viene subito resa pubblica a tutti i presenti nella locanda. La vicenda è terribilmente comica, infatti Mirandolina ride spesso durante la commedia, prendendo palesemente in giro il Cavaliere, rendendo il tutto ancora più spassoso. Il Conte ed il Marchese, dopo le nuove notizie sui sentimenti del Cavaliere di Ripafratta, si ingelosiscono e decidono di sfidarlo ad un duello di spade.

Ma Mirandolina, astuta ed intelligente, per evitare il disastro trova di nuovo uno stratagemma. Decide di sposare Fabrizio, il cameriere, sapendo che il matrimonio non sarà un ostacolo per la sua libertà di donna. Sposando Fabrizio, allevia tutte le tensioni e infatti il Marchese ed il Conte accettano la decisione di Mirandolina, se ne vanno in un’altra locanda, sotto il consiglio della Locandiera stessa. Il nostro Cavaliere di Ripafratta invece esce dalla scena, in collera.  La commedia si conclude con la protagonista che si rivolge al pubblico, dicendo queste parole:

“Queste espressioni mi saran care, nei limiti della convenienze e dell’onestà. Cambiando stato, voglio cambiar costume;e lor signori ancora profitto di quanto hanno veduto, in vantaggio e sicurezza del loro cuore; e quando mai si trovassero in occasione di dubitare, di dover cedere, di dover cadere, pensino alle malizie imparate e si ricordino della Locandiera!”

La morale del monologo si collega all’ars amandi, un’arte al tempo riservata agli uomini: l’uomo deve essere messo in guardia dalle malizie e dai tranelli escogitati dalle donne, furbe e dotate di armi pericolose. Così dicono le mie fonti, ma dimenticano un pezzo importante perché all’inizio del monologo Mirandolina dice:

“Cambiando stato, voglio cambiar costume”.

Non solo ci mette in guardia da chi mente, ma ci fa capire che lei è cambiata, è stata capace di migliorare ed eliminare i suoi difetti e come l’ha fatto lei possiamo farlo anche noi.

La storia di Mirandolina la Locandiera racconta di una donna con la D maiuscola, una donna sicura di sé e conscia del suo essere, sa quali sono le sue capacità, i suoi difetti e, da donna di virtù, rispetta se stessa non scendendo mai a patti con nessuno se in gioco c’è il suo benessere personale. I fatti che accadono dentro di lei sono sorprendenti: alcuni bizzarri, molti altri divertenti( guardatela, vi farete delle grosse risate), curiosi ed altri ancora in cui ci si ritrova a riflettere. 

Eleonora Duse nelle vesti di Mirandolina

Come ho detto all’inizio, ma voglio ripeterlo ancora, Mirandolina della Locandiera di Goldoni è la prima opera teatrale con protagonista una donna vera! Interpretata da attrici donne, una rivoluzione per il teatro e finalmente per le donne, che per secoli, non avevano potuto calcare i palcoscenici. Proviamo a pensare di essere una donna del ‘700: sapere che un’altra donna ha recitato come attrice protagonista, in una commedia teatrale, ma soprattutto che l’opera parla delle vicende di una donna libera ed indipendente….Wow! Non saprei  davvero come descrivere il mix di pensieri e di emozioni. Mirandolina è stata davvero una rivoluzionaria del teatro!

Messa in scena della Locandiera con Amanda Sandrelli

PS: Se volete vedere la commedia vi consiglio queste due https://youtu.be/8lD_kMatzTc e https://youtu.be/b2XAtThcEMc

la prima è fatta davvero bene, le attrici e gli attori sono molto brav*. La seconda è molto spassosa e fatta in chiave più moderna.