Lina Buffolente: madrina del fumetto italiano.

10 febbraio 2024 - Emily Iachi Bretto

Spesso e volentieri quando si parla di “Fumetto Italiano” (come purtroppo quando si parla in generale della letteratura) vengono in mente mostruose opere, acclamate dalla critica internazionale e quasi tutte nate dalla mente maschile, basti pesare a Dylan Dog di Tiziano Sclavi, Corto Maltese di Hugo Pratt, Tex di Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini ma c’è un fumetto, entrato a gamba tesa nella storia, che è stato creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani: Diabolik. 

Diabolik_e_Eva_Kant_-Diabolik©Astorina_srl

Convenzionalmente le due donne sono indicate come le prime che hanno intrapreso una carriera in questo settore, e se lo meritano vista l’intraprendenza della maggiore Angela che, nell’aprire del 1961, aprì una casa editrice tutta sua: l’Astorina (dopo aver lavorato per anni nella casa editrice dell’ex marito dove lo affianca come scrittrice e redattrice). Un anno dopo la sua nascita, fa la comparsa sugli scaffali delle edicole al prezzo di 150 lire “Diabolik”, e allora Angela non lo sapeva ma aveva appena inventato una figura che sarebbe diventata immortale e che avrebbe consacrato il suo nome e quello di sua sorella nella storia.

Ma oggi non sono qui per parlare di loro (forse in un prossimo articolo), oggi vorrei dare spazio a una donna che, ancor prima di loro, era riuscita a vivere del proprio talento artistico: Lina Buffolente.

Lina Buffolente, classe 1924, in Italia è sicuramente la prima donna ad occuparsi di fumetto, tanto che le viene attribuito il soprannome “La signora del fumetto” e per decenni è anche la fortunata autrice del rebus del famoso settimanale “La Settimana Enigmistica”.

Artwork © 2007 Lina Buffolente

Nata a Vicenza si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, determinata a entrare nel mondo del fumetto e infatti viene notata subito per il suo impegno e la sua bravura. Appena diciassettenne, arriva il primo lavoro presso la casa editrice Edital, dove muoverà i suoi primi passi come assistente di Giuseppe Capadonia,  illustrando L’Isola Maledetta e realizzando storie avventurose senza personaggi fissi per la collana di Albi Mundus.

«Ha iniziato giovanissima [..] All’epoca di guerra e dopoguerra, le donne nel fumetto erano rarissime. E spesso abbandonavano alla nascita di un figlio o per la famiglia. Buffolente è stata una grande disegnatrice nel fumetto seriale che era estremamente maschile. Basti pensare che le disegnatrici da Bonelli sono entrate negli anni Ottanta. Non c’era una volontà di tenerle fuori. Quel mondo era poco considerato dalle donne. Anche nel fumetto autoriale non eravamo tante». -Laura Scarpa

Durante la guerra comincia una collaborazione con le Edizioni Alpe, casa editrice italiana fondata da Giuseppe Caregaro specializzata nella pubblicazione di fumetti, romanzi e periodici, ideando la serie di avventure umoristiche western di “Petto di pollo”, insieme a Leo Cimpellin ma non solo. Altri personaggi prendono vita in questo periodo dalla sua matita: “Frisco Jim”, “Piccolo Re”, “Colorado Kid”, “Calamity Jane”, “Hello Jim”, “Lo scudiero del duca”, “Il falco del Texas”, “Cucciolo”.

Contemporaneamente lavorò per altri, come per l’editore Bulzoni, per il quale realizzò storie a fumetti di genere fantascientifico e per la casa editrice Il cigno quattro albi western a fumetti: questa collaborazione avvenne poco dopo la Liberazione; grazie alla fine del Fascismo, Buffolente fu libera da ogni imposizione e limitazione del vecchio regime. 

Durante le numerose collaborazioni, avviene la nascita del suo primo e vero personaggio: Nadia. Il titolo dell’opera è “Nadia. Un mistero a Hollywood!” e viene pubblicato nei dieci numeri del settimanale bilingue (italiano e inglese) Per voi! / For You! delle Edizioni Ventura, su testo dello stesso editore Giulio Cesare Ventura (che si firma G.C. Arutnev).

La storia si svolge nella Hollywood scintillante degli anni ’40 e vede come protagonista Nadia, giovane attrice sulla bocca di tutti, scoperta per caso dal regista Charles Hutchins, che la soccorre dopo un incidente stradale mancato. La ragazza, bellissima oltre che attrice formidabile, ha una nutrita schiera di corteggiatori, e la sua vita a Hollywood viene scandita da un “Ciak” e l’altro, quando avviene un omicidio che sconvolge la vita di Nadia e che le fa abbandonare Hollywood. 

“I disegni di Lina Buffolente, oltre a ricordare quelli del già citato Flash Gordon, hanno il potere di evocare l’atmosfera di un noir, film o romanzo che sia, lussuriosa, decadente.” – Nadia: Lina Buffolente e il fumetto italiano del Novecento – – Radical Ging –

Con questa opera Buffolente si avventura in un contesto tipicamente maschile, abbracciando il mondo dello spionaggio, in cui lei inserisce come figura forte e indipendente una donna, una vera diva che non esita a mettersi in gioco personalmente. Il percorso di Nadia è intriso di colpi di scena, intricati intrecci di trama e flashback, che coinvolgono i lettori dall’inizio alla fine. Quest’opera, per molti considerata anche il primo modello di Graphic Novel Italiana, rappresenta un tassello significativo nel panorama del fumetto italiano della prima metà del Novecento.

Lina Buffolente continua le sue collaborazioni sia italiane che internazionali (soprattutto con Francia e Germania) fino al 2000, quando decide di mettere pennelli e matite a riposo. Torna sporadicamente a realizzare illustrazioni per la ristampa de “Il Comandante Mark” pubblicata da IF Edizioni. La Signora del Fumetto muore a Milano il 6 marzo del 2007.

Le sue illustrazioni si distinguono per un elevato livello artistico, caratterizzato da un tratto morbido e deciso. Le rappresentazioni delle donne di Lina Buffolente emanano un’aura romantica e sensuale, mentre i suoi eroi sono ritratti con forza e prestanza. Le azioni nelle sue opere sono dinamiche ed energiche, immerse in scenari avventurosi e misteriosi.

In un’epoca in cui alle donne veniva principalmente suggerito di illustrare libri per l’infanzia, Lina Buffolente ha scelto il fumetto d’avventura come forma espressiva, che le era più congeniale. Ha sfidato le convenzioni, emergendo in un mondo all’epoca prevalentemente maschile, conquistando non solo il campo del fumetto in generale, ma anche un genere tradizionalmente concepito “dagli uomini per gli uomini“. 

Nel 2017, a distanza di dieci anni dalla sua scomparsa, la città di Milano ha voluto onorare la memoria di Lina Buffolente inserendo il suo nome nel Famedio del Cimitero Monumentale.

Sitografia:
'Diabolik': la storia delle origini (storicang.it)
Lina Buffolente (1924-2007) – Stradario in rosa (wordpress.com)
LINA BUFFOLENTE – Città a misura di donna (wordpress.com)