Leonora Carrington, una perla surrealista

19 dicembre 2025 - Alice Pasotti

All’interno della corrente surrealista vi sono state moltissime donne meravigliose, artiste uniche, alle quali è stato volutamente tolto spazio. Qui vogliamo riportarle alla luce partendo dal parlare di Leonora Carrington.

Leonora Carrington nacque il 6 aprile del 1917 in Inghilterra, dall’unione di un ricco industriale inglese e una nobildonna irlandese. Proprio questa origine segnerà la sua infanzia e così anche la sua arte.

Leonora Carrington, illustrazione di Alice Pasotti.

I primi anni 

Leonora nacque e crebbe con due diverse culture che la influenzarono: da un lato la vecchia casa vittoriana e i racconti gotici che tanto amava il padre le diedero riferimenti oscuri e pesanti; dall’altro lato, le leggende e le favole della tradizione irlandese che le raccontavano la madre e la tata le permisero di accrescere il suo immaginario.

Proprio queste creature del folklore irlandese che popolavano la sua quotidianità e le tenevano compagnia le crearono dei grossi problemi. Leonora, infatti, ne parlava in modo così vivido ed appassionato da far pensare al padre e ai fratelli che fosse pazza e mentalmente disturbata, e da qui loro non cambiarono mai idea.

Come rimedio alla sua presunta follia e al suo non conformismo sociale, venne mandata a più riprese in diversi collegi cattolici. Qui non solo non riusciva a seguire gli studi — aveva una forma di dislessia al tempo non rilevata — ma non riusciva nemmeno a conformarsi alle richieste fattele dalla società borghese del tempo, e venne così espulsa da diverse strutture.

Kati Horna, Portrait of Leonora Carrington in her studio, opposite her painting Nunscape at Manzanillo, 1956 © Norah Horna

L’inclinazione artistica

Carrington crebbe e, quando aveva 15 anni, dopo diverse insistenze riuscì a convincere il padre a lasciarla andare a studiare a Firenze all’Accademia di Miss Penrose.

Qui la sua passione per la pittura e per la scrittura si sviluppò lontano dall’angoscia che la circondava a casa. Quando rientrò in Inghilterra espresse il desiderio di iscriversi alla prestigiosa Accademia d’Arte di Londra per proseguire gli studi, trasferendosi così in centro.

Il padre, che non aveva mai condiviso la sua propensione alle arti, inizialmente si rifiutò di sostenerla, arrivando a dirle:

“Non eri una vera artista: in quel caso saresti stata povera o omosessuale, che come crimini si equivalgono” (Agnati, 1997, p. 16)

Dopo diverse istanze di Leonora, però, si arrese e le permise di iscriversi alla Chelsea School of Art di Londra, diretta da Amèdèe Ozefant, la quale utilizzava un metodo molto accademico, basato ad esempio sul disegno di una mela per un intero anno. Questo metodo, che non coincideva minimamente con la necessità espressiva di Leonora, fece sì che non concludesse mai gli studi.

In questo periodo nacquero alcuni dei suoi primi dipinti autonomi, ambientati nella stanza d’hotel che divideva con la coinquilina. Un esempio è Il ritratto della sua compagna di stanza che fuma e legge “I ragazzi terribili” di Jean Cocteau, un’immagine evocativa del periodo di ribellione che Leonora stava vivendo.

La folgorazione surrealista

Nel 1936 arrivò a Londra la prima Internazionale Surrealista. La madre la accompagnò alla mostra e le regalò una copia di The Surrealism di Herbert Read, con in copertina un lavoro di Max Ernst, e questo cambiò le sorti della sua esistenza.

Carrington restò folgorata dal lavoro dei surrealisti e in particolare da Ernst; colse così l’occasione di conoscerlo di persona durante la mostra ed, oltre all’amore per l’arte surrealista, nacque in questa circostanza l’amore fra i due, che la porterà poi a trasferirsi a Parigi lo stesso anno.

Lee Miller, Leonora Carrington e Max Ernst (1939; Archivio Miller)

A Parigi iniziò la sua vita come compagna di Ernst, non più come singola identità. Leonora continuò a scrivere e dipingere; verrà anche molto apprezzata dagli altri artisti surrealisti, ma più che altro come musa e come ironica follia, soprattutto per come scriveva in un francese molto sgrammaticato. Per i surrealisti la figura della donna era una figura che potremmo definire non conscia, priva di ogni talento, con la sola capacità di essere tramite verso Dio e verso la creazione della vita: Leonora non faceva certo eccezione.

Questo concetto affascinava moltissimo i surrealisti, che spesso sostenevano la necessità di rubare questa abilità alla donna, in quanto lei comunque non avrebbe saputo gestirla. Leonora non era talentuosa, a loro avviso, ma solo molto “illuminata”, quindi privata di ogni riconoscimento di valore.

Una frase molto significativa di tutta questa retorica viene proprio dal fondatore del movimento surrealista, Breton:

“Spetta all’artista — maschio, ndr — affidarsi esclusivamente alle facoltà della donna ed esaltarle, o meglio appropriarsi, fino a farlo gelosamente proprio, di tutto ciò che la distingue dall’uomo”.

All’interno di questo sistema di valori, tutte le donne accompagnate ai surrealisti, ma in realtà non solo, sviluppavano una dipendenza affettiva dal loro compagno, come se non potessero esistere senza. Carrington ne parlerà moltissimo una volta cresciuta e realizzata la sua condizione, ma in questa fase, in cui lei era ancora molto giovane, ne è totalmente succube.

L’arrivo della guerra

Leonora era così succube di questa sua dipendenza emotiva che, quando con l’arrivo della Grande Guerra Ernst venne internato in un campo di concentramento, lei impazzì fino a vagare senza meta per giorni nella campagna fuori Parigi.

Furono questi per lei anni difficili e molto travagliati. Dopo diversi tentativi di far liberare Ernst, Leonora decise di lasciare Parigi e, per farlo, vendette la casa che possedeva in cambio di un documento di espatrio. Andò a vivere a Madrid, dove però venne internata in un manicomio quasi subito, e ne uscì grazie alla famiglia solo qualche mese più tardi. Questa esperienza la segnò profondamente: la follia sarà un tema ricorrente nelle sue opere e di questa esperienza, nello specifico, parlerà nel suo libro Down Below, pubblicato molti anni dopo in America.

Dopo l’esperienza di Madrid venne costretta dalla famiglia a trasferirsi a Lisbona insieme alla sua tata d’infanzia. Proprio qui, però, conoscerà un diplomatico di nome Leduc, disposto a portarla con sé a New York. Leduc chiese a Leonora, in cambio del trasferimento, di sposarlo, e lei accettò. Leonora iniziò così la sua esperienza americana, che ebbe il pieno sviluppo, soprattutto artistico, in Messico.

Leonora Carrington with her painting The Temptation of Saint Anthony.

Leonora fiorisce in Messico

Leonora arrivò in Messico nel 1942 e qui iniziò a fiorire sia come donna che come artista.

Come donna fece un primo grande cambiamento nel 1943, divorziando da Leduc per risposarsi con E. I. Weiss. In questo terzo matrimonio ebbe due figli e le gravidanze furono per lei un momento di grandissima ispirazione artistica, che segnò profondamente il suo lavoro.

Come artista, invece, iniziò un periodo di riconoscimenti: il primo fu nel 1948, quando fece la sua prima personale a New York, e questo portò il governo messicano a notarla. Proprio il governo le commissionò nel 1963 un murales dedicato alle tradizioni ancestrali di quella terra, che la fece esplorare le riserve dei nativi a cavallo e con solo uno sketchbook con sé.

Leonora Carrington, El Mundo Mágico de los Mayas, 1959, Collezione privata

Negli anni Settanta Carrington si schierò apertamente a favore dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di tutte le forme di vita. Dipinti come The Ancestor (1978) e The God Mother (1970) ne sono uno specchio.

Leonora Carrington, The Ancestor,
1968, Collezione privata
Leonora Carrington, Grandmother, Moorhead’s Aromatic Kitchen, 1974, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts -Ardmore, Oklahoma © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025

Leonora morì il 25 maggio 2011 a Città del Messico.

La dimensione pittorica

La dimensione pittorica di Leonora fu surrealista, anche se il movimento non la riconobbe mai come tale.

Nei suoi dipinti troviamo come soggetto centrale sempre la figura della donna, che cambia e cresce con lei. Inizialmente, nei lavori sia pittorici che scritti di Carrington, possiamo trovare una donna femminile, immatura, accompagnata da una creatura animale che viaggia sempre fra sogno e realtà.

Leonora Carrington, The Giantess (The Guardian of the Egg), 1947 ca. , Collezione privata

Successivamente le donne rappresentate diventano più mature: c’è la volontà di svelare i retroscena delle oscure convenzioni sociali che le opprimono. Nell’ultimo periodo, le donne dei suoi dipinti divengono antiche dee, simboli di ribellione all’oppressione maschile, donne con il dovere di tenere in ordine gli equilibri fra le creature.

Leonora Carrington, Semaine (dettaglio)
Leonora Carrington, Semaine,
1956, Collezione privata

Conoscendo la sua storia, vediamo il modificarsi della figura della donna nei suoi dipinti insieme al suo crescere e rendersi autonoma nella vita. Non lascia mai le sue radici irlandesi, di cui, all’interno dell’amore per il grottesco e per le creature fiabesche o del piccolo popolo, troviamo un costante riferimento.

Leonora mantiene sempre anche la costante rappresentazione di sé come una bambola o un manichino, proprio a sottolineare come non fosse riconosciuta come DONNA ARTISTA nel movimento surrealista.

Leonora Carrington, Self-Portrait (Inn of the Dawn Horse), ca. 1937–38,
Metropolitan Museum of Art, © 2025 Estate of Leonora Carrington / Artists Rights Society (ARS), New York

Leonora Carrington ci dice:

“Le donne devono riappropriarsi dei loro diritti, inclusi quei poteri misteriosi che da sempre sono stati nostri e che nel corso del tempo gli uomini hanno violato, rubato o distrutto”. (Agnati, 1997, pp. 63–64)

Con la speranza che ogni donna possa riconquistare i suoi diritti e i suoi poteri ancestrali, vi consiglio di andare entro l’11 gennaio a Palazzo Reale di Milano per la prima mostra italiana dedicata a questa meravigliosa artista.

Leonora Carrington, The House Opposite (La Casa di Fronte),
1945, Collezione privata

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
Le artiste e il movimento surrealista / Whitney Chadwick ; introduzione di Dawn Ades Libri Scheiwiller, 2023.

Leonora Carrington : il surrealismo al femminile / Tiziana Agnati ; con il racconto inedito di Leonora Carrington Down below ; postfazione di Arturo Schwarz 2 ed. Milano : Selene, copyr. 1999.

Amabili streghe : arte e magie di Leonora Carrington e Remedios Varo / Pina Varriale, Serena Montesarchio, AliRibelli, 2021.

https://www.guggenheim-venice.it/it/arte/artisti/leonora-carrington

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonora_Carrington

https://artslife.com/2025/10/16/leonora-carrington-lesoterismo-danza-con-lei