La prima fu Lydia Sansoni
13 luglio 2022 - Sonia Chabbi
Recentemente è scomparsa la grande artista Lydia Sansoni, fortemente collegata al suo impegno femminista, i cui lavori nel 1975 vengono definiti da Carla Ravaioli «il primo manifesto del femminismo».
Nonostante i numerosi contributi artistici, che meritano una speciale attenzione, la sua figura nel mondo dell’arte è ancora oggi poco conosciuta dai non-addetti ai lavori.
Lydia Sansoni, classe 1930, dopo aver studiato scenografia con Enrico Prampolini all’Accademia di Belle Arti di Brera ed esordito nel 1953 con una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma, decide di lavorare a partire dagli anni Settanta, a stretto contratto con il Movimento delle Donne, producendo una serie di interessanti illustrazioni: collabora a “Effe”, è autrice del libro a fumetti La prima è stata Lilith (1976) ed è direttrice responsabile, insieme ad Antonella Barina, di “Strix. Giornale di fumetti e altro, fatto da donne”, rivista pubblicata tra il 1978 e il 1979 da una cooperativa di tredici donne.


In questa stessa fase, Lydia Sansoni realizza una serie di opere di assemblages, spinta dall’eredità del surrealismo e dall’oggetto surrealista, ma attraverso uno sguardo militante.
Le opere prodotte sono di straordinaria importanza e alcuni di esse sono state recentemente esposte nella mostra L’oggetto femminista. L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta a cura di Raffaella Perna, con il Coordinamento di Giovanna Olivieri, evento organizzato da Archivia. Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne in collaborazione con Casa Internazionale delle Donne, Roma (5 – 19 marzo 2022).

Per definizione, le opere “assemblages” di Lydia Sansoni resistono a qualsiasi analisi cronologica, perché non necessitano di una cronologia. Osservando le sue opere è difficile datarle, anche in riferimento alla loro forma, materiale o tema, perché sono così attuali ed eterne.
L’opera esiste in se stessa come un immenso assemblaggio, le cui parti sono tutte interdipendenti, interferenziali e, stranamente, senza tempo. L’ambiente e le attività della sua vita sono parti dello stesso assemblaggio. In questo senso lo stesso compito critico diventa assemblaggio: creare una giustapposizione di parti costitutive in modo tale da consentire la giusta intuizione.
In un dialogo con Cloti Ricciardi, Lydia Sansoni riguardo al suo lavoro afferma: “Vorrei però che si sentisse dall’insieme di quest’opera che il discorso non vuole essere distruttivo: tutt’altro. Cioè queste donne in croce, inchiodate a degli obblighi, sono un po’, secondo me, una fase di passaggio: queste donne di carta, di cristallo. Insomma, dentro si deve sentire che nasce la donna nuova, la donna di carne, la donna vera.”
Merito di Lydia Sansoni è quello di aver riletto l’esperienza quotidiana, partendo da un oggetto banale ed ordinario, facente parte della sfera casalinga, alla luce delle nuove istanze del femminismo. Riuscendo così a dare una lettura ed uno sguardo partecipe sull’esperienza nuova che le donne stavano compiendo in quegli anni, attraverso l’arte.

Quello che l’artista realizza all’interno di queste “scatole” è un mondo di oppressione in cui la figura femminile si è spesso sentita prigioniera delle mura domestiche e che lei stessa ha vissuto in prima persona come afferma in un’intervista per Effe: “Beh, ne sono stata coinvolta per almeno otto anni. Ho due figli di questa età. Due figli piccoli e nati — voluti — subito l’uno dopo l’altro, mi hanno permesso di fare il lavoro ma sempre soltanto come accessorio della mia vita di donna. Perciò questo è un problema da cui io non sono esclusa, anzi ne sono cosciente, soprattutto perché penso che tutte le donne dovrebbero avere la possibilità di fare un lavoro che gli piaccia, come l’ho avuta io. Non di essere obbligate… cioè a me piace molto fare le torte, io sono un’ordinata, mi piace tener bene la casa e tutto, però non dev’essere un obbligo ma una scelta.”
Una scatola è qualcosa in cui teniamo le cose, qualcosa in cui approfondiamo un rischio. Le scatole contengono i nostri beni o i nostri segreti. Tengono le cose nascoste finché non le apriamo.
In queste scatole di legno e setacci da cucina Lydia Sansoni assembla piccoli objets trouvés, frutto di lunghe battute di caccia tra le mura domestiche, alla ricerca di bigodini, strofinacci, bilie e soldatini. Sansoni preleva oggetti ordinari, casalinghi, e li trasforma in racconti allucinati sulla condizione della donna all’interno della famiglia borghese occidentale, con i suoi ruoli rigidamente codificati. Secondo Dacia Maraini, autrice nel 1978 dell’introduzione alla mostra personale alla galleria Il Gabbiano, Sansoni si muove «con la sicurezza di chi crede nel valore politico del “fare pittura”, […] si accanisce, insolente e seducente, a fare scaturire le grottesche figure della rovinosa farsa dei ruoli sessuali e sociali che hanno inquinato la storia».

© Courtesy of Raffaella Perna.
Un sincero ringraziamento a Raffaella Perna per aver accolto con entusiasmo la scrittura di questo articolo e per il materiale fotografico e di ricerca, che mi ha cortesemente inviato.
Bibliografia e Sitografia:
-Raffaella Perna, Catalogo della mostra L’oggetto femminista.L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta, con il Coordinamento di Giovanna Olivieri ,Evento organizzato da Archivia. Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne in collaborazione con Casa Internazionale delle Donne, Roma (5 – 19 marzo 2022);
-Raffaella Perna, Lidya Sansoni e “la farsa dei ruoli sessuali”, in Catalogo della mostra L’oggetto femminista.L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta, con il Coordinamento di Giovanna Olivieri ,Evento organizzato da Archivia. Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne in collaborazione con Casa Internazionale delle Donne, Roma (5 – 19 marzo 2022);
-Lydia Sansoni, Magda Simola, La prima è stata Lilith. La lotta delle donne nel mito e della storia, Edizioni Ottaviano, Milano, 1976;
-La Donna di Carta, dialogo tra Cloti Ricciardi e Lydia Sansoni in Effe, 1975 https://efferivistafemminista.it/2014/07/la-donna-di-carta/
-https://www.casainternazionaledelledonne.org/eventi/loggetto-femminista-larte-di-lydia-sansoni-alla-casa-internazionale-delle-donne/
-https://www.archiviaabcd.it/eventi/loggetto-femminista-larte-di-lydia-sansoni-negli-anni-settanta/