Hilma af Klint: la vera pioniera dell’Astrattismo
2 marzo 2025 - Nicoletta Torri
Hilma af Klint è oggi riconosciuta come una delle figure più significative e innovative nella storia dell’arte, sia svedese che mondiale, nonché la prima artista a concepire l’Astrattismo.
Nata a Solna, vicino a Stoccolma, il 26 ottobre 1862, da Mathilda Sonntag e dall’ammiraglio Victor af Klint, crebbe in una famiglia benestante con spiccati interessi intellettuali. Sin da bambina, Hilma poté accedere alla vasta biblioteca dei suoi genitori, immergendosi in letture che stimolarono la sua curiosità e il desiderio di sapere.
La sua formazione artistica iniziò all’età di 18 anni presso l’Università delle Arti, Mestieri e Design di Stoccolma, dove studiò pittura. Poco dopo, nel 1882, si iscrisse alla Reale Accademia Svedese delle Arti, uno dei rari istituti europei che all’epoca accoglievano anche le donne. Si diplomò con lode nel 1887.
Tra il 1882 e il 1887 affinò le sue abilità nel ritratto e nel paesaggio, distinguendosi come una delle allieve più talentuose dell’Accademia. Dopo essersi diplomata, le fu assegnato un appartamento-studio a Kungsträdgården, il vivace quartiere artistico e bohémien di Stoccolma, per proseguire il suo percorso creativo. Qui, af Klint si trasferì con due compagni, trovandosi immersa in un ambiente stimolante che le permise di conoscere grandi pittori, partecipare alle loro esposizioni e inserirsi nei circoli artistici e femministi della città.

Tuttavia, il suo percorso la portò ben presto oltre l’arte convenzionale, spingendola a esplorare nuove forme espressive che avrebbero rivoluzionato il suo approccio alla pittura. Questa fase di transizione fu accompagnata da un crescente interesse per lo spiritualismo, la teosofia e l’antroposofia, movimenti che influenzarono profondamente la sua visione del mondo e la sua produzione artistica.

Lo Spiritualismo e le correnti esoteriche
Fin dalla giovane età, Hilma af Klint manifestò un vivo interesse per lo spiritualismo, partecipando alle prime sedute spiritiche nel 1879. Con il tempo, approfondì le dottrine del Rosacrocianesimo, della Teosofia e dell’Antroposofia, movimenti esoterici molto diffusi in Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Queste correnti cercavano di conciliare elementi religiosi, filosofici e scientifici, offrendo una visione della realtà che andava oltre la percezione sensoriale.
Af Klint fu particolarmente attratta dalle teorie di Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, che considerò una guida spirituale per tutta la vita. La sua biblioteca comprendeva opere fondamentali di figure come Madame Blavatsky e numerosi scritti dello stesso Steiner, testimoniando il suo profondo coinvolgimento in queste discipline.
Queste influenze la portarono a cercare, attraverso la pittura, di rappresentare dimensioni invisibili e verità spirituali percepite durante le sue esperienze medianiche.

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Il Gruppo “The Five”
Un momento cruciale nella sua evoluzione artistica fu la fondazione del gruppo “The Five” (De Fem) nel 1896, insieme ad altre quattro artiste: Sigrid Hedman, Cornelia Cederberg, Mathilda Nilsson e Anna Cassel. Il gruppo si riuniva regolarmente per sedute spiritiche e meditazioni, con l’obiettivo di entrare in contatto con entità superiori, chiamate “Alti Maestri“. Durante queste sessioni, le artiste praticavano la scrittura e il disegno automatico, trascrivendo messaggi e visioni che ritenevano provenire da questi spiriti guida.
Hilma af Klint, in particolare, si distinse per la sua capacità di canalizzare questi messaggi anche in stato di veglia, diventando una figura centrale nel gruppo.
Fu proprio in questo contesto che le venne affidata una sorta di “commissione spirituale“: la creazione di “The Paintings for the Temple“, una serie di opere destinate a rivelare al mondo conoscenze superiori. Questo la portò a sviluppare un metodo di pittura automatica, dipingendo senza preconcetti o schemi predefiniti, guidata da una forza interiore.


Nascita dell’arte astratta
Nel 1906, Hilma af Klint iniziò a lavorare a “The Paintings for the Temple“, una monumentale serie di 193 dipinti, considerata oggi la prima espressione compiuta di arte astratta nella storia. Queste opere, realizzate tra il 1906 e il 1915, precedettero di diversi anni quelle di Kandinskij, Mondrian e Malevič, tradizionalmente ritenuti i pionieri dell’astrattismo.
I dipinti di questa serie si caratterizzano per forme geometriche, simboli esoterici e colori vivaci, riflettendo la sua visione del mondo spirituale e la sua comprensione delle leggi cosmiche. Af Klint descrisse il suo processo creativo come una sorta di trance, in cui si sentiva guidata da forze superiori, dipingendo senza esitazioni, come un semplice strumento degli “Alti Maestri”. Tra le opere più rappresentative vi è “The Ten Largest” (1907), un ciclo di dieci dipinti di grande formato che simboleggiano le diverse fasi della vita umana.

Nonostante l’eccezionale innovazione del suo lavoro, Hilma af Klint scelse di non esporre pubblicamente le sue opere astratte durante la sua vita. Convinta che il mondo non fosse ancora pronto per comprenderne il messaggio spirituale, stabilì nel suo testamento che non venissero mostrate prima di vent’anni dalla sua morte.
Questo isolamento volontario contribuì a relegarla nell’ombra per decenni, ritardando il riconoscimento del suo ruolo pionieristico. Tuttavia, questa scelta le permise anche di lavorare in totale libertà, senza pressioni né compromessi con le convenzioni artistiche dell’epoca.

Gli ultimi anni
Nel 1908, Hilma af Klint incontrò Rudolf Steiner, che ebbe un’influenza determinante sul suo pensiero. Tuttavia, Steiner non apprezzò pienamente il suo lavoro, consigliandole di attendere almeno cinquant’anni prima di mostrarlo al pubblico.
Nonostante questa critica, Af Klint continuò a sviluppare la sua ricerca artistica e spirituale, diventando membro della Società Antroposofica nel 1920. Oltre alla sua arte, Hilma af Klint lasciò un’eredità di 124 quaderni, contenenti oltre 26.000 pagine manoscritte e dattiloscritte, in cui si trovano annotazioni teosofiche, esoteriche e filosofiche.
Negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla pittura ad acquerello e allo studio delle proprie opere, cercando di approfondire il significato simbolico dei suoi dipinti. Morì il 21 ottobre 1944, in seguito a un incidente in tram, lasciando un’eredità artistica straordinaria.

Dipinti per il Futuro
Solo decenni dopo la sua morte, l’opera di Hilma af Klint fu riscoperta, grazie all’impegno del nipote Erik af Klint, che si occupò di conservarla e promuoverla.
A partire dagli anni ’80, le sue opere iniziarono a essere esposte nei principali musei del mondo. Nel 1986, il Los Angeles County Museum of Art (LACMA) incluse i suoi dipinti nella mostra “The Spiritual in Art: Abstract Painting 1890-1985”. Nel 2013, il Moderna Museet di Stoccolma le dedicò una grande retrospettiva “The Ten Largest“, mentre nel 2018, la mostra “Hilma af Klint: Paintings for the Future“ al Guggenheim di New York divenne la più visitata nella storia del museo.

Oggi, Hilma af Klint è riconosciuta come la prima artista astratta, anticipando di anni Kandinskij e gli altri pionieri dell’astrattismo. La sua opera ha aperto nuove prospettive sul rapporto tra arte, spiritualità e scienza, ridefinendo il panorama dell’arte moderna.

Bibliografia e sitografia:
Katy Hessel, La storia dell’arte senza gli uomini, Einaudi, 2023.
Phaidon Editors, Great Women Artists, Phaidon Press Ltd, 2019.
https://www.storicang.it/a/hilma-af-klint-pioniera-dellarte-astratta-che-anticipo-kandinskij_17011
https://www.artribune.com/arti-visive/arte-moderna/2025/02/storia-hilma-af-klint
https://www.artribune.com/arti-visive/arte-moderna/2023/07/video-hilma-af-klint