Gae Aulenti un’artista degna di una piazza
16 febbraio 2025 - Stefania Abegaille
Sono pochi i luoghi pubblici dedicati a donne illustri: Piazza Gae Aulenti è una singolarità, un’eccezione a quella regola per cui le donne, anche le più straordinarie, non lasciano traccia di sé.
Gaetana Aulenti, detta Gae, fu un’architetta italiana, nata nel 1927 a Palazzolo dello Stella in provincia di Udine e scomparsa nel 2012. Effettuò buona parte degli studi durante il secondo conflitto mondiale, tra Firenze e Torino, per poi laurearsi al politecnico di Milano nel 1953. Aulenti, dissociandosi dal razionalismo tipico di quegli anni del capoluogo lombardo, iniziò la sua carriera di architetta, spaziando dal neorealismo al neoliberty, ampliando la sua sperimentazione dal disegno industriale all’arredamento, dalle scenografie teatrali all’urbanistica.
Tra il 1955 ed il 1965l’architetta lavorò nella redazione di Casabella-Continuità, una delle riviste di architettura più importanti a livello internazionale, diretta da Ernesto Rogers. Questa esperienza fu utile per la formazione della sua identità professionale, grazie, anche, alle discussioni architettoniche ed urbanistiche tipiche di quegli anni.


Caratteristica tipica di Gae Aulenti, già evidente nei suoi primi progetti, è la volontà di connettere le varie parti che caratterizzano una costruzione, ne consegue che gli oggetti tipici dell’arredamento non sono mai puramente decorativi, ma sono elementi di completamento dello spazio architettonico in cui sono inseriti.

Fra tutti ricordiamo la lampada “Pipistrello” e “King Sun” per gli Showroom Olivetti di Parigi e Buenos Aires del 1966-67 e, con Piero Castiglioni, la lampada “Bugia” per il Museè d’Orsay a Parigi e la lampada “Cestello” per Palazzo Grassi a Venezia, entrambe realizzate nel 1986.

Numerosi, anche, i progetti realizzati per Knoll, Fontana Arte, Kartell e Artemide, fra tutti il più memorabile fra questi progetti fu il lineare tavolino con le ruote per Fontana Arte, la cui caratteristica principale è, appunto, l’essenzialità. Celebre in tutto il mondo fu il restauro della Gare d’Orsay, a Parigi, progettata da Victor Laluox nel 1900, e la trasformazione da stazione dei treni a museo d’arte moderna in stile neoliberty.
Il Museé d’Orsay, realizzato tra 1980 ed il 1986, divenne un importante luogo di cultura, non solo per le opere custodite al suo interno, ma anche per le trasformazioni che l’edificio subì per il cambio di destinazione d’uso, pur mantenendo una sua riconoscibilità con l’edificio precedente: come il grande orologio d’orato al centro dell’atrio, il motivo floreale, la luminosa volta a lunette e la magistrale distribuzione a setti del piano terra.


In seguito, l’architetta fu artefice di diversi allestimenti museali e mostre temporanee, realizzati per diverse istituzioni, tra cui il Musée National d’Art Moderne al Centre Pompidou a Parigi, tra 1982 ed il 1985, ed il Palazzo Grassi a Venezia, tra il 1985 ed il 1986, di cui si occupò pure del restauro.
Parallelamente a ciò Aulenti si dedicò alla realizzazione di scenografie teatrali con Luca Ronconi di cui si ricordano il Laboratorio di Progettazione Teatrale di Prato, tra il 1976 ed il 1978, con gli spettacoli “La Torre” di Hugo von Hofmannstahl, “Calderon” di Pier Paolo Pasolini e le “Baccanti” di Euripide, per i quali vinse il Premio Ubu alla scenografia.
Tra gli altri spettacoli si segnalano “Donnerstag aus Licht” del 1981 e “Samstag aus Licht” nel 1984 di Karlheinz Stockhausen ed il “Il viaggio a Reims” nel 1984 di Gioacchino Rossini, diretto da Claudio Abbado, lo “Zar Saltan” nel1988 di Rimkij-Korsakov e “Lo stesso mare” di Fabio Vacchi, per la regia di Federico Tiezzi nel 2011.
Inoltre, della sua produzione architettonica si ricordano: il nuovo accesso alla stazione S. Maria Novella a Firenze del 1990; Palazzo Italia all’EXPO ‘92 di Siviglia; la nuova Galleria per Esposizioni Temporanee alla Triennale di Milano del 1994; la conversione in museo delle ex-Scuderie Papali presso il Quirinale a Roma tra il 1997 ed il 1999.
Per quanto riguarda il lavoro di Aulenti urbanista come non citare piazza Cadorna a Milano, punto di snodo fondamentale delle città, riconoscibile, oltre che dall’opera Ago, filo e nodo, dei coniugi Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, voluta proprio dall’architetta milanese, anche dalla facciata della stazione e dalle sue colonnine rosse progettate dalla stessa Aulenti.

Piccola curiosità: piazza Cadorna fu modificata dall’architetta, anche, dal punto di vista della viabilità urbana e pedonale, creando uno spazio molto più fruibile e funzionale.
Tantissime altre le opere ed i riconoscimenti dell’architetta considerata la madrina delle Archi-Star che si spense all’età di 85 anni, pochi giorni dopo aver ritirato la Medaglia d’Oro alla Carriera.
Sitografia:
https://storymaps.arcgis.com/stories/28ca4398ac1a45b697ecd79ce75c8120