Emma Kunz: fra guarigione ed arte
6 maggio 2021 - Sonia Chabbi
Emma Kunz (1892-1963) ha trascorso la propria vita in Svizzera ed era conosciuta come naturopata, anche se lei stessa si definiva una ricercatrice, ma grazie alla sua opera artistica ha raggiunto oggi la fama mondiale.
Inizia a praticare la guarigione all’età di 18 anni anche se ha sempre preferito pensare al suo lavoro come “ricercatrice delle forze energetiche e della coscienza”.
Sin da piccola si era resa conto di possedere un’eccezionale capacità percettiva ed iniziò così a praticare la radioestesia: una pratica che consiste nel localizzare oggetto ed informazioni nascoste servendosi di uno strumento inerte a forma di Y.

Sebbene i suoi trattamenti spesso risultavano efficaci, così come i suoi consigli – e si mormorava inoltre fosse in grado di far sbocciare i fiori- Kunz ha sempre rifiutato la nozione di miracolo attribuita alla sua pratica, credendo invece che ogni persona abbia la capacità di attivare una forza latente per la propria trasformazione.
Fu soprattutto questo dono che nel 1941 le permise di scoprire il potere della roccia curativa svizzera, alla quale diede il nome di AIONA.
Nei suoi processi di guarigione ha cercato di trasformare l’energia negativa e ha operato secondo la sua filosofia intuitiva, che ha identificato come un “sistema di leggi specifico, che sento dentro di me e che non mi permette mai di riposare.”
Nel 1938 Emma Kunz ha iniziato a creare disegni geometrici dettagliati a matita e pastello, ciascuno eseguito su carta millimetrata di metro quadrato con l’ausilio di un pendolo.
Questi disegni, però, non erano concepiti per ottenere apprezzamenti estetici: per Kunz erano aiuti meditativi che l’aiutavano a visualizzare i campi energetici durante le sue sessioni di guarigione.
Rappresentano, tra l’altro, le risposte alle sue domande sulla vita e sulle sue implicazioni spirituali. Nella sua concezione del mondo, ogni colore e forma aveva un significato preciso: le immagini le servivano per dare risposta alla ricerca di conoscenza.
Le sue opere artistiche, ispirate da una visione del mondo olistica, non furono mai mostrate in pubblico durante la sua vita, forse, anche perché lei stessa sosteneva che fossero meglio destinate al ventunesimo secolo.
«La mia opera figurativa è destinata al XXI secolo. Essa è anche creazione e forma espressa come misura, ritmo, simbolo e trasformazione del numero e del principio».
Sebbene non avesse mai ricevuto un’educazione artistica, i numerosi disegni geometrici realizzati, visioni di campi energetici dai quali poteva formulare diagnosi per i suoi pazienti, costituiscono un opus artistico molto ricco e affascinante.

Nel 1973 si tenne ad Aarau la prima retrospettiva delle sue opere, cui seguirono esposizioni tra l’altro a Düsseldorf e Parigi.
Il Centro Emma Kunz, fondato in sua memoria nel 1986 nelle cave romane di Würenlos, oltre a essere un luogo di cura e di incontro culturale è adibito all’estrazione della pietra guaritrice.
Il 17 ottobre 1991 è stato inaugurato il museo, in cui da allora sono esposte permanentemente al pubblico circa 70 delle più importanti opere di Emma Kunz. Grazie alla sua arte ha acquisito una reputazione internazionale di assoluto rispetto con mostre ed esibizioni in oltre cinquanta musei in tutto il mondo.

Alla Biennale di Venezia del 2013 sono state esposte alcune sue opere insieme a quelle eseguite dal pittore medianico Augustine Lesage.
Emma Kunz ha lasciato un’eredità di circa 400 lavori che è stata svincolata solo dieci anni dopo la sua dipartita, nel 1973, ad opera del direttore dei musei dell’Argovia.
Il significato dei suoi disegni va ben oltre i canoni di bellezza estetica di un’opera d’arte, perché magicamente sembrano dare risposte anche critiche agli aspetti spirituali e transeunti della vita.
Per Emma Kunz ogni colore, ogni forma, ogni simbolo, ogni traccia dei suoi disegni hanno un preciso significato nella comprensione della realtà. Spesso ha usato i suoi stessi geometrici disegni come aiuto terapeutico nel trattare alcuni problemi fisici e mentali dei suoi pazienti, con sedute di produzione creativa e terapeutica anche di 48 ore ininterrotte, senza mai riposare né cibarsi, ma solo assumendo acqua, quasi in stato di trance medianica.
FONTI:
https://www.emma-kunz.com/it/museo/
https://www.wearch.eu/i-disegni-visionari-di-emma-kunz/
http://ondadanzante.blogspot.com/2015/04/da-fare-assolutamente.html
https://www.magicamentecolibri.it/una-visita-alla-grotta-di-wurenlos-e-allemma-kunz-zentrum/