Dorothy Iannone: un regno utopico libero dai tabù
2 maggio 2023 - Sonia Chabbi
Dal finire degli anni ’60, i dipinti, i disegni e le sculture erotiche di Dorothy Iannone hanno rappresentato fisicamente coppie (e atti sessuali) di uomini e donne, incorporando testi o slogan che propongono un regno utopico in cui, i suoi amanti, sono sessualmente e spiritualmente liberati.
In quanto rappresentazioni positive della sessualità femminile, le sue opere si allineano con quelle del lavoro artistico femminista allo stesso tempo, ma dove altre artiste cercavano di richiamare l’attenzione sull’oppressione o la falsa rappresentazione sessuale, Iannone insisteva su una rappresentazione egualitaria del piacere sensuale, libera da tabù.

Iannone si ispirò al pensiero buddista, ai Vangeli Gnostici, al Kama Sutra, al misticismo di pensatori come Simone Weil e Meister Eckhart, promuovendo l’idea che l’amore e l’amore erotico, o eros, fossero essenziali per indurre l’esperienza divina.
Le figure femminili nei disegni di Iannone a volte si arrendono alle loro controparti maschili, altrettanto spesso si celebra il contrario. Il lavoro “Suck my breasts I am your most beautiful mother” (1970-1971) è un emblema della sessualità incoraggiata delle sue opere.

La sua protagonista femminile dominante siede appollaiata su un trono invisibile, abbracciando una figura maschile tra le sue cosce. Insiste sulla sua gratificazione mentre guarda lo spettatore, trasudando la fiducia incarnata dall’affermazione del titolo del suo lavoro “I am your most beautiful mother“, un riferimento potente sia alla funzione biologica che alle connotazioni sessuali dell’allattamento.
Nel 1961, Iannone ha fatto la storia portando il governo degli Stati Uniti in tribunale per aver confiscato alla dogana la sua copia del Tropico del Cancro di Henry Miller, una causa il cui merito legale era radicato nell’affermazione che la sua intenzione era “il suo piacere” piuttosto che “per interessi accademici.” In effetti, l’illustrazione che seguono quel periodo continueranno a privilegiare il piacere ed esaltare la centralità del corpo.

Nonostante lo scalpore causato dalla vincita della causa legale, l’appartenenza di Iannone al gruppo artistico Fluxus e alla sua sponsorizzazione da parte della Stryke Gallery, le opere di Dorothy furono considerate in maniera più approfondita solo dopo l’incontro con l’artista Dieter Roth. I due si conobbero nel 1967 durante un viaggio in Islanda e si innamorarono follemente: un mese dopo il primo incontro Dorothy lasciò James, sposò Dieter e si trasferì con lui a Düsseldorf.
Con Roth come fonte di ispirazione, le opere esplicite di Iannone sono cresciute in scala e si sono spostate sempre più sulla tela. Tuttavia, la sua tavolozza di colori e le superfici piatte delle immagini rimangono. La censura è diventata rapidamente un problema a causa del contenuto altamente sessuale delle opere.

In vista di uno spettacolo che avrebbe dovuto svolgersi alla Kunsthalle Bern di Harald Szeemann, le autorità hanno proposto di censurare la nudità e il sesso che lei rappresentava nelle opere che sarebbero state esposte. Sia Iannone che Roth hanno tratto i loro pezzi dallo spettacolo e Iannone ha raccontato l’esperienza in una pubblicazione Fluxus, The Story of Bern, or Show Colors (1970).
Anche con l’arrivo dei primi riconoscimenti importanti, Dorothy mantenne la sua vena libertina e provocatoria. In occasione della sua prima esposizione museale al Musee d’Art Moderne de la Ville de Paris, l’artista creò I Was Thinking Of You (1975).
L’installazione comprendeva un video del viso di Dorothy nell’atto di raggiungere l’orgasmo durante la masturbazione. L’opera causò un grande scalpore e non fu forse all’epoca pienamente capita, ma fu anzi parzialmente osteggiata (Dorothy ha dichiarato poi in seguito di essere imbarazzata ogni volta in cui riguardava il video, ma allo stesso tempo di essere soddisfatta di averlo registrato).
L’amore libero e potente di Dorothy Iannone è stato rivalutato soprattutto nell’ultimo ventennio, in particolare a partire dal 2005, anno in cui I Was Thinking Of You è stata ricreata alla Tate Modern, seguita poi nel 2006 da un progetto simile alla Whitney Biennial. Nel 2009 l’artista ha ottenuto la sua prima esposizione in un museo americano, il New Museum di New York.
Nel 2018, all’artista è stato commissionato un murales per l’High Line di New York: il risultato è stato il ritratto di tre statue della libertà accompagnato dalle parole I Lift My Lamp Beside The Golden Door.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:
D. Iannone, M.E. Buszek, H. Munder, “Dorothy Iannone: Censorship and the Irrepressible Drive Toward Love and Divinity”, Ed. Jrp Ringier Kunstverlag Ag.
J.F. Bandel, M.Glasmeier, A. Lutgens, Dorothy Iannone.This Sweetness Outside Of Time, Ed. Kerber Verlang.
https://www.we-wealth.com/news/pleasure-assets/Arte/dorothy-iannone-artista-anticonformista-paladina-dellamore-libero
https://news.artnet.com/art-world/hello-to-80-year-old-dorothy-iannone-and-her-sex-fueled-retrospective-5173
https://lareviewofbooks.org/article/what-does-it-mean-when-we-do-it-like-this/
https://www.frieze.com/article/whole-truth-de
https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/who-is-who/2022/12/morte-dorothy-iannone-artista/