Donne in musica: Anna Bon di Venezia

11 luglio 2023 - Enrica Sirigu

Compositrice, cantante e strumentista, Anna Bon è stata una delle musiciste più importanti e talentuose del Settecento europeo.

Le notizie biografiche a noi pervenute sono piuttosto scarse e gli unici dati certi ci vengono forniti dai frontespizi delle opere che la Bon ha pubblicato in un ristretto periodo di tempo, compreso tra il 1756 e il 1759, presso la “Vedova di Baltasar Schmidt” a Norimberga.

Le opere a noi giunte sono tre: “Sei sonate da camera per il flauto traversiere e violoncello o cembalo – Opera I” (1756); “Sei sonate per cembalo – Opera II” (1757); “Sei divertimenti a tre – Opera III” (1759).

Dal frontespizio della sua Opera prima si evince che, nell’anno di pubblicazione e cioè il 1756, aveva appena sedici anni e quindi è possibile fissare il suo anno di nascita al 1740.

Opera I, Anna Bon

Questa datazione consente anche di ricavare una collocazione temporale dell’Opera terza della stessa autrice, poiché nel fac-simile non viene segnata alcuna data di pubblicazione ma viene invece indicata nuovamente l’età di Anna Bon al momento della composizione:

“Sei Divertimenti a due flauti e basso dedicati all’Altezza Serenissima Elettore di Carlo Teodoro, Conte Palatino… Composti da Anna Bon di Venezia in età d’anni dieci nove”.

Se quindi l’anno di nascita di Anna Bon è il 1740, possiamo datare l’Opera III al 1759.

Sonata IV, Op.I, Anna Bon

I Genitori

Ѐ molto probabile che i genitori di Anna Bon fossero Girolamo Bon, attore, compositore, direttore di compagnia teatrale, scenografo e pittore e Rosa Ruvinetti, attrice e cantante molto apprezzata. Non abbiamo comunque documentazione precisa e sufficiente per poter confermare che Anna Bon appartenesse con certezza a questo nucleo familiare, ma ci sono diversi elementi che lo fanno supporre con una certa probabilità.

Se la compositrice era realmente figlia dei coniugi Bon, questo potrebbe spiegare ad esempio perché i genitori, impiegati alla corte russa di San Pietroburgo, non ricoprirono alcun incarico artistico tra il 1738 e il 1740, anno in cui appunto nacque la loro bambina, probabilmente proprio in Russia.

Nel 1746 ritroviamo i coniugi Bon presso la corte di Dresda, nel 1754 a Francoforte sul Meno e nel 1755 a Bayreuth. Proprio da quest’ultima città, Anna Bon pubblica la sua prima raccolta di sonate per flauto traversiere dedicata proprio a Federico Margravio di Brandenburgo Culmbach e questo fa supporre che la giovane musicista all’epoca lavorasse presso quella corte, così come Girolamo Bon e Rosa Ruvinetti.

Nel 1759 ritroviamo la famiglia Bon a Pressburg (Bratislava) dove Bon padre diresse un intermezzo al quale parteciparono come cantanti Rosa e una tale Anna. Ѐ la prima volta che viene associato il nome di Anna Bon a quello di Girolamo Bon e di Rosa Ruvinetti e questo dato contribuisce a rendere plausibile un loro stretto legame di parentela.

Ritroviamo l’intera famiglia Bon ad Eisenstadt nel 1762, presso la corte degli Esterhàzy, dove conobbero e collaborarono con l’importante compositore Joseph Haydn e dove rimasero sicuramente sino al 1765. Da questa data in poi non abbiamo più notizie della famiglia Bon.

Eisenstadt, Castello Esterhazy

Formazione musicale

Anna Bon ebbe il privilegio di studiare musica presso l’Ospedale della Pietà a Venezia, dove arrivò nel 1743. Probabilmente venne lasciata presso l’istituto dai genitori, che poi tornarono al loro impiego presso la corte di San Pietroburgo.

Ospedale della Pietà

Qui studiò come figlia “in educazione”, affidata alla maestra Candida, cantante, violinista e suonatrice di chalumeau, che probabilmente le insegnò a suonare il clavicembalo e a cantare.

Ebbe sicuramente la possibilità di conoscere anche altri strumenti, come era consuetudine presso l’Ospedale della Pietà e, quest’opportunità, deve averle dato le basi necessarie per poter comporre e pubblicare opere per vari strumenti, dedicandole agli illustri signori del tempo, alle cui corti aveva l’onore di lavorare. 

Sicuramente l’educazione ricevuta presso l’istituto veneziano deve aver influito molto e positivamente sulla carriera della musicista ma, se si accetta la teoria secondo la quale Anna Bon era figlia di due artisti, la possibilità di viaggiare con loro potrebbe aver contribuito notevolmente alla sua formazione.

Educazione musicale presso gli Ospedali veneziani

L’Ospedale della Pietà era uno dei quattro istituti di ricovero e assistenza della città lagunare insieme all’Ospedale dei Derelitti, degli Incurabili e dei Mendicanti. Tra questi, l’Ospedale della Pietà, era l’unico brefotrofio, cioè l’unico istituto dove si accoglievano e allevavano neonate e neonati abbandonati o illegittimi. Nelle altre sedi invece si accoglievano orfani in numero limitato e con un’età superiore ai sei anni.

Le bambine, una volta cresciute, potevano scegliere se rimanere negli istituti per tutta la vita diventando maestre, figlie di coro o inservienti, oppure potevano andar via se decidevano di sposarsi o di diventare monache. Ai bambini invece veniva impartita un’educazione religiosa, gli veniva insegnato un mestiere e generalmente venivano dimessi a quattordici anni.

Figlie di coro

Gli ospedali maggiori di Venezia avevano la possibilità di ospitare anche bambine che non fossero né orfane né povere. Venivano chiamate figlie “a spese”, quelle giovani che accedevano all’istituto mediante il pagamento di un capitale da parte di parenti o benefattori e ottenevano gli stessi diritti e doveri delle orfane. Spesso accadeva che negli Ospedali della Pietà e dei Mendicanti, la definizione di figlie “a spese” fosse sinonimo di figlie “in educazione”, cioè fanciulle che venivano affidate per un periodo di tempo circoscritto all’istituto in questione, per poter ricevere un’adeguata educazione da parte delle migliori maestre.

Ad oggi non si conoscono le modalità e i contenuti dell’iter formativo delle educande, ma sembra probabile che alla preparazione musicale fosse dedicato ampio spazio, così come pare fosse ritenuto indispensabile l’insegnamento del ricamo. A queste attività si affiancavano presumibilmente l’insegnamento della religione, delle buone maniere, della lettura e della scrittura.

Alla Pietà le educande potevano studiare solo musica strumentale e non canto come soliste, a meno che la famiglia non fosse di nobili origini, poiché vi era la preoccupazione che un giorno la giovane musicista si sarebbe potuta avviare verso una carriera teatrale.

Nel caso di Anna Bon è quindi probabile che abbia appreso l’arte del canto alla Pietà perché figlia di persone di spicco, oppure lo stesso insegnamento potrebbe esserle stato impartito dalla madre una volta uscita dall’istituto.

Alla Pietà, inoltre, era previsto lo studio non solo degli strumenti ad arco, delle tastiere – l’organo in particolare- oltre alla formazione teorica e contrappuntistica come negli altri Ospedali, ma venivano impartiti anche gli insegnamenti degli strumenti a fiato o che risultavano essere alla moda quali oboe, flauto diritto e traverso, corno, timpani e salterio. 

Si può quindi ipotizzare che Anna Bon abbia conosciuto il flauto traverso proprio quando era ospite presso la Pietà e questo insegnamento le tornò utile per la composizione di due sue opere dedicate a questo strumento.

L’importanza del lavoro artistico di Anna Bon 

Anna Bon viene citata in ben tre voci dell’Allgemeine Theorie der schӧnen Künste? (1794) di Johann Georg Sulzer. Sotto la voce “Solo”, viene ricordata in quanto compositrice di un’opera per flauto e basso continuo; sotto la voce “Sonate”, viene riportata la sua opera dedicata al clavicembalo; sotto la dicitura “Trio”, la musicista viene invece ricordata per i divertimenti a due flauti. Il fatto che il suo nome appaia accanto a quello di musicisti importanti e molto conosciuti dell’epoca, quali Telemann, Quantz, Benda e altri, potrebbe indicare che la fama di Anna Bon raggiunse un alto livello.

Si pone a questo punto un importante interrogativo: perché non ha continuato a comporre?

Purtroppo a questa domanda non si possono dare risposte. Potrebbero non esserci pervenute altre opere andate quindi perdute; potrebbe aver continuato la sua carriera musicale solo come interprete e non come compositrice; o potrebbe aver smesso di esercitare la professione, per i più svariati motivi dopo il 1759.

Ad oggi sappiamo solamente che il suo nome compare un’ultima volta nel 1767, anno in cui risulta sposata con il cantante Francesco Mongeri. Da qui si possono fare solo supposizioni e ipotesi, ma un dato rimane certo: la sua vita dedicata alla musica ha prodotto frutti artistici indiscussi, comparabili sicuramente con quelli di molti suoi colleghi uomini, in un mondo però in cui il valore attribuito alla composizione femminile non era ritenuto comparabile, purtroppo, al valore e all’importanza attribuiti alla composizione maschile.

Bibliografia e sitografia
Patricia Adkins Chiti, Donne in musica, Armando Editore, 1996;
Anna Bon, Sonate da Camera per il Flauto Traversiere, SPES, 1988;
Anna Bon, Six Divertimenti for 2 Flutes and Basso Continuo, Ed. Sally Fortino, 1993;
Marcello Castellani, Introduzione alle Sonate da Camera per il Flauto Traversiere di Anna Bon, SPES, 1988.
Pier Giuseppe Gillio, L’attività musicale negli ospedali di Venezia nel Settecento: quadro storico e materiali documentari, L.S. Olschki, 2006;
The New Grove dictionary of music and musicians, Macmillan, 2001.
Vester, Flute music of the 18th century, Musica Rara, 1985.
https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/anna-bon/