Col Senno di Poi: storia di una tragedia annunciata
18 ottobre 2022 - Nicoletta Torri
Ono San Pietro, 16 luglio 2013. Andrea e Davide Patti, di 13 e 9 anni, vengono soffocati e poi bruciati dal fuoco appiccato alla casa dove dormivano, dal proprio padre, Pasquale Iacovone, condannato oggi all’ergastolo. Dietro quello che inizialmente è stato definito dalle autorità un semplice “incidente”, si cela in realtà una tragedia annunciata – come troppo spesso capita quando si parla di femminicidi – da denunce su denunce protratte da Erica Patti, la madre dei bambini, che aveva chiesto aiuto più e più volte, senza ottenere mai risposta. Dopo 9 anni da quei fatti drammatici, Patti ha trovato il coraggio di raccontare la sua (loro) storia nel libro Col senno di poi.
Entro nell’Aula Magna della scuola media di Darfo 2 per la presentazione del libro Col senno di poi, sapendo davvero poco sulla vicenda della strage di Ono San Pietro. Erica Patti arriva nella sala, accompagnata dalla giornalista Paola Cominelli, e cala il silenzio, tutto improvvisamente si ferma. Inizia il racconto, la ricostruzione, frammento dopo frammento, di un grande puzzle che rappresenta nitidamente quello che è stato l’inferno subito da Erica Patti e dai suoi figli per mano dell’ex marito. “È la storia di una donna coraggiosa, che ha chiesto aiuto alle istituzioni per affrontare la situazione, ma la sua fiducia è stata tradita” introduce il discorso la Cominelli, la cui voce si fonde – insieme alla lettura di vari passaggi del libro – a quella della Patti, che rivive quelle tragiche vicende ma soprattutto, l’immenso dolore che ha vissuto come donna vittima di violenza in primis, ma soprattutto come madre a cui sono stati portati via i figli.
Il caso di Ono San Pietro si distingue per essere definito come “femminicidio indiretto”. Partiamo dal definire letteralmente, dato che molte volte si fa un po’ di confusione, che cosa si intende con il termine femminicidio: “identifica i casi di omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un individuo di sesso maschile per motivi basati sul genere”; il neologismo si estende anche a :”qualsiasi forma di violenza esercitata in maniera sistematica sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione di genere e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico della donna in quanto tale, fino alla schiavitù o alla morte”.
Annientamento è il termine corretto ed è proprio quello che è stato fatto a Erica Patti da parte dell’ex marito, che non si è solo accanito in maniera ossessiva, aggressiva e pericolosa nei suoi confronti – lo testimoniano le numerosissime denunce fatte ai carabinieri, derise, sottovalutate e minimizzate – ma ha voluto colpirla e punirla, per averlo lasciato, nel suo essere madre: ammazzando i suoi figli. Questo vuol dire femminicidio indiretto, che mantiene comunque la stessa matrice punitiva e distruttiva nei confronti della donna.
La storia di Ono San Pietro non ci racconta solo la violenza ma anche l’inettitudine delle nostre istituzioni, del sistema giuridico e di assistenza sociale: troppo lento, superficiale e il più delle volte non ha gli strumenti, le tempistiche (e il personale) adatti per affrontare la gravità di queste situazioni. Le donne vengono lasciate sole, senza poter trovare ascolto, rifugio e assistenza nell’uscire da situazioni di violenza. La storia di Erica Patti è esemplificativa di tutti gli errori commessi, che sono stati pagati sulla pelle di una madre che ha perso due figli, che potevano e dovevano essere salvati. Perchè non è stato fatto nulla quando c’erano tutti gli elementi per fare qualcosa? Me lo chiedo mentre ascolto con attenzione le parole spezzate di Erica e il dolore che ancora risuona forte, a distanza di 9 anni.
Col senno di poi è il titolo del libro, col senno di poi è l’espressione che la Patti ripete spesso in tutto l’incontro: si sarebbe potuto fare qualcosa e invece si è scelto di non agire. Ma proprio da qui parte il cammino di speranza e di cambiamento culturale per aiutare le vittime di violenza: l’associazione Dieci – dalle 10 denunce per violenza e stalking rivolte al padre di Andrea e Davide – ha come obiettivo la sensibilizzazione della comunità sulle tematiche di violenza di genere in ambito familiare ed extrafamiliare, al fine di prevenire tale fenomeno. Smettiamo di giustificare la violenza, essa va fermata in ogni modo e lo possiamo fare solo attraverso l’educazione: per evitare tragedie già annunciate come queste, per far sì che la nostra società sia migliore, ma soprattutto, che non si ripetano sempre gli stessi errori.

