Riflessi di Astrologia: Cindy Sherman, i molteplici volti dell’identità
19 dicembre 2022 - Viola Frassi
Lo scopo di questa rubrica è dare spazio alle storie delle donne artiste analizzando, attraverso l’astrologia, come le tematiche della loro vita e arte si riflettono nei loro temi natali*. Da qui il nome “Riflessi di Astrologia”. L’astrologia non è dogmatica e non è deterministica, ma è una pratica millenaria basata sull’interpretazione di simboli e sull’associazione di archetipi.
*Il tema natale è la rappresentazione dei posizionamenti dei pianeti nel cielo al momento della nascita, calcolato in base a data, ora e luogo di nascita.

Quando si parla di arte contemporanea, non si può non pensare a Cindy Sherman, fotografa riconosciutissima tra gli anni Settanta e Novanta le cui opere sono particolarmente complesse nel loro significato ma spesso fraintese nel loro intento.
Sicuramente una figura eclettica e unica nel mondo delle arti visive americane, Sherman unisce fotografia e performance, mettendo davanti all’obiettivo il proprio corpo e trasformandolo in un mezzo per riflettere la società dei suoi tempi.
Inizia ad avvicinarsi alla body art e al travestimento già da giovanissima, quando era solita travestirsi da donna anziana e girare nelle strade per fare qualche scherzo ai passanti. Consolida la sua passione per l’arte negli anni del college, dove intraprende gli studi di pittura nella sede succursale della State University of New York di Buffalo, per poi cambiare scelta e passare a fotografia, laureandosi nel 1976.
Una volta conclusi gli studi, si dedica in maniera costante alla fotografia, la cui caratteristica principale è l’interpretazione da parte sua di diversi ruoli. Sherman entra nei panni di personaggi peculiari ed evocativi mascherandosi con parrucche, make-up e abiti particolari.
Le tematiche delle sue opere – e soprattutto i significati che si celano dietro quest’ultime – trovano delle corrispondenze molto interessanti da un punto di vista astrologico.

L’asse Leone-Acquario e la molteplicità identitaria
Cindy Sherman nasce il 19 gennaio 1954 a Glen Ridge, nel New Jersey, alle 4:27 del mattino. Il Sole stava transitando gli ultimi gradi del Capricorno e la Luna nel segno del Leone stava per tramontare.
È proprio iniziando ad analizzare la sua Luna in Leone che possiamo vedere come il suo tema natale riflette la sua arte: essenzialmente l’archetipo del Leone ha a che fare con l’espressione di sé.
Il Leone è governato dal Sole, che è il pianeta dell’io e dell’ego per eccellenza, è il centro del sistema solare. Infatti, fin da bambina, Cindy Sherman metteva sé stessa al centro di ciò che creava, come si evince da un album fotografico composto all’età di dieci anni, nel quale sotto ogni fotografia aveva scritto ripetutamente la frase “sono io”.
Nel suo tema natale, però, la Luna si trova in opposizione a Mercurio in Acquario. In astrologia, la Luna ha a che fare con le emozioni, è la parte più vulnerabile di un tema natale, mentre Mercurio è il pianeta della comunicazione, “il messaggero degli dèi”, per rifarsi alla mitologia.
Inoltre, l’Acquario è profondamente implicato nell’innovazione sociale, oltre che a essere l’anticonformista per eccellenza. È eccentrico, visionario e desidera dare un contributo al progresso collettivo. In questo caso significa che la rappresentazione di sé stessa non ha come scopo la creazione di semplici autoritratti ars gratia artis, bensì è una forma d’arte concettuale che nasconde accezioni più ampie.
La Luna e Mercurio, trovandosi rispettivamente in Leone e in Acquario, lavorano insieme per mandare messaggi che suscitano emozioni nella collettività. Da un lato c’è Cindy Sherman, che è sia soggetto che oggetto delle sue opere e il cui spogliarsi della sua identità personale funge da mezzo per raggiungere l’altro lato, ovvero l’identità collettiva della società.
Come ha detto la stessa Cindy Sherman: “Sto cercando di far capire alle persone qualcosa di loro stesse, piuttosto che di me.”
“I’m trying to make other people recognize something of themselves rather than me.”
La grande questione che Sherman vuole arrivare a snocciolare attraverso la sua arte è proprio quella delle molteplicità di espressioni identitarie e la loro posizione all’interno della società.
In un intento di rifletterla in modo parodistico ma provocatorio e soprattutto in quanto donna artista, Sherman si è concentrata principalmente sulla rappresentazione delle donne, in particolare rivendicando gli stereotipi femminili di stampo maschilista.
Dal 1977 al 1980 lavora ad una delle sue opere più famose: Untitled Film Stills, una serie di settanta negativi in bianco e nero in cui interpreta in chiave caricaturale i convenzionali personaggi femminili del cinema hollywoodiano degli anni Cinquanta e Sessanta. In sostanza, sono delle ricreazioni di fermi immagine di film noir dove Sherman è attrice di vari tipi di donne: la casalinga, la signora borghese, la ragazza giovane, l’eroina cittadina.
Non c’è mai un rimando a una persona o un personaggio in particolare, sono tutte maschere – si potrebbe dire archetipi – di identità femminile. In più, Sherman non dà alcun titolo alle sue fotografie, lascia che sia l’osservatore a raccontare la storia e a “dare vita” al soggetto rappresentato.



Una luce sugli abissi della società
Un altro elemento astrologico interessante da analizzare è il suo Marte, il pianeta della forza e della motivazione, nel segno dello Scorpione.
Nelle opere di Sherman è sempre presente l’elemento grottesco, profondo, inquietante. Lo Scorpione ha a che fare con i taboo: tutte quelle parti della vita umana più oscure e più sgradevoli come la morte, le malattie, il sesso.
Il compito di Marte in questo segno è addentrarsi negli abissi della società per portare alla luce tutto ciò che essa nasconde o che si rifiuta di vedere. Ed è proprio questo che realizzano alcune opere di Cindy Sherman del 1992, chiamate Sex Pictures – “immagini sessuali” – una serie di fotografie che mostrano allo spettatore i lati più strani e rivoltanti degli esseri umani attraverso immagini fortemente esplicite, raccapriccianti e cruente. Anche in questa serie, viene spesso rappresentato il corpo femminile.
Un decennio prima, durante l’epidemia di AIDS degli anni Ottanta, Sherman ha cominciato a scattare delle fotografie che non rappresentano lei stessa, bensì scene composte da bambole e manichini che simboleggiano la disintegrazione del corpo umano, utilizzando sostanze che replicano il sangue e il vomito e simulando degli atti sessuali con i manichini.
“These depictions of vomit, prosthetic body parts and grotesque fairy tales reflected concerns about eating disorders, insanity, and death.” – dalla biografia di Cindy Sherman di Astro.com
All’inizio, la critica non è stata troppo recettiva a questa nuova direzione cruda di Cindy Sherman e le fotografie più disturbanti non avevano conosciuto molta popolarità tra il suo pubblico. Tuttavia, tuttora sono considerate come i suoi lavori migliori, visto che mostrano una parte di Sherman che punta ad impressionare lo spettatore troppo abituato alla bellezza confortante dell’arte.


Cindy Sherman oggi
Con il diffondersi della fotografia digitale, i lavori di Cindy Sherman prendono una piega più contemporanea. Inizia a giocare con l’alterazione digitale delle immagini, da cui ricava il progetto Clowns del 2004, una serie di ritratti manipolati in post-produzione.
Nel 2008 rilascia Society Portraits, un titolo che ci riporta sempre alla tematica sociale che ha caratterizzato l’interezza della sua carriera.

Nell’odierna epoca dei social media, Cindy Sherman è attiva su Instagram, piattaforma che ha deciso di utilizzare come principale mezzo di diffusione delle opere che crea oggi.
Sul suo profilo possiamo trovare ritratti fortemente modificati digitalmente, così da rendere la sua faccia plastica e irriconoscibile.

Sherman ha avuto una grande influenza sull’arte contemporanea: nel 1995 ha ricevuto il MacArthur Genius Grant, il premio che ricompensa l’originalità di chi lo vince. Dall’anno successivo il MoMA espone gli Untitled Film Stills integralmente.
Cindy Sherman è da molti considerata un’icona del femminismo e lei stessa è felice che le sue opere siano state rese simboli dell’azione femminista, nonostante abbia affermato che è soltanto una conseguenza implicita e che non è il primo intento della sua arte. Nel 1982 racconta che si approccia all’arte cercando “quella sensazione di blocco alla gola che forse viene dalla disperazione del pianto: esprimere emozioni intangibili.”
Ancora oggi, i suoi lavori ispirano gli artisti di tutto il mondo e invitano a riflettere sul ruolo dell’arte e sulle questioni di genere, oltre che a continuare ad allargare gli orizzonti della concept art.
Sitografia:
https://www.astro.com/astro-databank/Sherman,_Cindy
http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/cindy-sherman/
https://www.elledecor.com/it/people/a39846268/cindy-sherman-biografia-e-opere/
https://www.istantidigitali.com/cindy-sherman/
https://www.moma.org/artists/5392
https://www.ilpost.it/2013/01/29/mostra-fotografie-cindy-sherman/
https://flash---art.it/article/cindy-sherman/
https://awomensthing.org/blog/cindy-sherman/
https://losbuffo.com/2018/05/30/i-ritratti-femminili-di-cindy-sherman-in-untitled-film-stills/
https://www.sleek-mag.com/article/cindy-sherman-scariest-work/
https://www.instagram.com/cindysherman/