Le atmosfere rarefatte di Cathy Wilkes

15 maggio 2024 - Sonia Chabbi

L’artista Cathy Wilkes (1966, Belfast, UK) disegna le sue esperienze personali di maternità, relazioni familiari e moralità per creare installazioni scultoree oniriche che sono vulnerabili e profondamente toccanti.

All’interno di ogni opera, Wilkes combina figure di cartapesta delicatamente realizzate con materiali trovati associati alla vita domestica, molti dei quali sono stati appropriati direttamente dalla casa dell’artista, come ciotole usate, telefoni cellulari dismessi e vestiti dei suoi bambini.

Evocare ricordi

Sebbene evocativi di ambientazioni quotidiane e attività domestiche comuni, i tableaux inquietanti di Wilkes non offrono narrazioni specifiche ma piuttosto evocano paesaggi psicologici ambigui. L’artista ha descritto il suo fare artistico come “un processo di lasciare andare“, e un senso di sofferenza e perdita permea le sue opere, molte delle quali sono direttamente legate alle esperienze di morte e ai fantasmi dei ricordi sepolti.

Per la sua installazione “Senza Titolo” del 2011, Wilkes ricorda i veterani della prima guerra mondiale che conosceva da bambina nel suo quartiere di Belfast, e il modo in cui le loro esperienze traumatiche della guerra li perseguitavano e ostacolano il loro sviluppo.

In questa installazione, due figure maschili pallide e deboli, vestite con berretti militari, giacche e scarpe oversize, stanno in piedi con espressioni infantili e a bocca aperta e si librano sopra tavoli bassi ricoperti di cimeli. Uno degli oggetti sul tavolo reca una descrizione scritta di un dipinto intitolato “Mummy and Daddy walking in the Garden of Gethsemane”, che parla dell’esperienza personale di perdita e separazione dell’artista in seguito alla morte dei suoi genitori. 

Donne e stereotipi

Altre opere di Wilkes, tra le quali Untitled 2017,  rappresentano il suo interesse ricorrente per i fardelli stereotipati della moglie e della madre.

Madri manichino stanno in piedi rigide con le loro calze strappate, galleggiano sopra foglie d’ortica secche, danzano come possedute dalla routine del pulire, o siedono curve su una bottiglia di alcool mentre i bambini vicino le guardano affamati. Nelle loro veglie sono quei frammenti di narrazione – residui incrostati, pezzi di specchio – ricomposti e poi di nuovo scomposti per questa inquietante retrospettiva.

L’installazione, She’s Pregnant Again (2005) ad esempio, offre una disposizione casuale di oggetti domestici e suggerisce una madre assente e impegnata.

In un’opera Senza Titolo del 2012, tre bambini sono raffigurati nel mezzo delle faccende domestiche e delle attività: uno è apparentemente senza mani e tenta di lavare capi di abbigliamento in un lavatoio, mentre un altro si china per pulire il viso del bambino più piccolo con un fazzoletto. Wilkes ha osservato che queste figure sono “parte della sofferenza reciproca, mostrano compagnia e amore“.

Il suo lavoro richiama acerbe visioni di spazi interni e luoghi di perdita, riflette sulla natura dell’amore e sulla coesistenza di vita e morte. Le opere rappresentano anche la scomparsa e la smaterializzazione della vita, nonché l’assenza e l’anonimato dell’autore.

In merito all’esposizione delle sue opere alla Biennale di Venezia del 2019, l’artista dichiarava:

“L’oggetto è la più minuta particella di sofferenza e io – il soggetto

che agisce sull’oggetto – sono ogni atomo che si propaga dal

grembo. Un atomo qui, tra noi, è un altro atomo in una galassia

lontana sono epitomi inseparabili di un’unica entità.

Celebro solennemente e nobilito gli spettri dell’interferenza che

precedono dalla loro origine e si agitano davanti a me. Osservo.

Essi si fanno nucleo e si propagano. Se potessi scomparire, quanto

fluidi, leggiadri e inesauribili, quanto indisturbati e imprevedibili

sarebbero i mutevoli motivi tutto intorno.

Sia a sinistra che a destra non c’è nulla che valga la pena di vedere

e niente che valga la pena di sentire. Torno a casa ad attendere

al mio posto e suscitare ciò che deve ancora venire.”

SITOGRAFIA:
http://www.artext.it/artext/Cathy-Wilkes.html

https://www.ortuzarprojects.com/artists/cathy-wilkes#tab:thumbnails

https://venicebiennale.britishcouncil.org/cathy-wilkes-about-artist

https://www.rivistasegno.eu/cathy-wilkes-moma-ps1-new-york/

https://www.xavierhufkens.com/artists/cathy-wilkes